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Terremoto, Gentiloni: “Si lavora per superare i ritardi”. E loda Vasco Errani

Terremoto, Gentiloni: "Si lavora per superare i ritardi". E loda Vasco Errani

Terremoto, Gentiloni: “Si lavora per superare i ritardi”. E loda Vasco Errani

ROMA, 21 AGO – A quasi un anno dalla prima scossa di terremoto che colpì il centro Italia il 24 agosto 2016, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rivendica l’eccezionalità dello sforzo dello Stato davanti ad “un sisma senza precedenti” ma ammette che non tutto “sta marciando alla velocità necessaria”. Per questo il governo e i governatori delle quattro Regioni colpite guardano alla fase 2 per arrivare entro l’anno a terminare la costruzione delle casette, a rimuovere le macerie e a cominciare la ricostruzione.

Un sforzo alla guida del quale non ci sarà più Vasco Errani, che dal 9 settembre lascerà il posto – “come previsto e non per inseguire poltrone”, chiarisce – ad un nuovo commissario, mentre si cambierà la legge che, come vuole il premier “darà più poteri” agli enti locali.

Con un vertice a Palazzo Chigi, governo e Regioni fanno il punto sulla risposta dello Stato al sisma che, ricorda il premier, colpì con quattro scosse Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, provocando danni ingenti in 140 Comuni. “Se guardiamo alla eccezionalità di quello che è successo – sostiene Gentiloni – credo che possiamo dire onestamente di avere messo in campo un sistema di risposta, risorse e di strumenti pubblici anch’essi eccezionali”.

Ora si tratta di accelerare e correggere alcuni passi falsi, come la circolare sull’esenzione fiscale, che aveva scatenato le ire di cittadini e sindaci, che il premier assicura che sarà aggiustata. “Rispetto al sisma dell’Aquila questa volta la zona franca fiscale ha aiutato molto”, apprezza il presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso che, facendo un paragone con il terremoto dell’Aquila, afferma che “la macchina non è mai stata così veloce”.

La risposta “veloce” è ribadita anche dai governatori che, pur evitando toni trionfalistici, elencano le cifre degli interventi: 100mila tonnellate di macerie rimosse nel Lazio, casette per il 90 per cento delle famiglie entro l’anno nelle Marche, tutte entro novembre in Umbria.

“Ad oggi – spiega il neo capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ha preso il posto di Fabrizio Curcio – la popolazione assistita è di 7.500 persone”. Ma Curcio, non più capo della Protezione Civile per motivi personali, non è l’unico che ha lasciato quest’estate il suo incarico. Dal 9 settembre se ne va anche Vasco Errani, che reagisce infastidito all’accusa di lasciare per candidarsi con Mdp in Parlamento.

L’ex governatore dell’Emilia Romagna ricorda “la massima collaborazione” prima con Matteo Renzi e poi con Paolo Gentiloni e spiega di aver messo in chiaro, sin dall’inizio, che dopo un anno il suo impegno si sarebbe concluso. Nessun retroscena, chiarisce, “chi mi conosce sa che questo non fa parte della mia storia, figuratevi se a 62 anni mi metto” a fare scelte in base all’opportunismo politico. Errani ritiene che “una volta stabilito l’impianto” della ricostruzione, la responsabilità spetta ai territori.

Ed è questo l’orientamento anche di Gentiloni pur precisando che per dare “più poteri” alle Regioni bisogna cambiare la legge. “Il governo – sostiene – continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento in un sistema che si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori”.

Intanto dopo il 9 settembre il governo indicherà un nuovo commissario che per ora non è ancora stato scelto. “La ricostruzione sarà certa – assicura il premier – è un impegno preso. I cittadini mantengano la speranza. Ma la forza motrice non può che essere la fiducia dei cittadini di questi territori”.

Il premier ringrazia Errani per l'”ottimo lavoro” e chiama ad uno sforzo corale: “Il mio invito a tutte le amministrazioni, dal governo alle regioni e ai comuni, è a fare il massimo degli sforzi e di assunzione di responsabilità per accelerare le procedure”. Le risorse di “numerosi miliardi”, garantisce, ci sono così come “un buon impianto”, ora c’è il “lavoro per superare ritardi e strozzature che si presentano e che noi vogliamo eliminare” in stretto contatto con l’Anac.

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