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Terremoto, Renzi da Camerino: “Già stanziati 40 milioni”

CAMERINO – Quaranta milioni subito per i terremotati. E’ la promessa di Matteo Renzi dopo le nuove scosse sismiche che hanno fatto tornare a tremare il Centro Italia. “Non basteranno – riconosce il premier – Si aggiungono ai 50 milioni già previsti. Sono i primi segnali”. Per Camerino e gli altri comuni coinvolti dal sisma di mercoledì, l’impegno del governo “è no alle tende, non ci prendiamo in giro”.

L’annuncio segue quanto già stabilito questa mattina in Consiglio dei ministri: esteso lo stato di emergenza per il nuovo terremoto e stanziati i nuovi fondi per decreto. In visita a Camerino Renzi ha sollecitato il Parlamento: “Chiediamo al Parlamento, nel pieno rispetto dei ruoli, di fare più veloce possibile per approvare il decreto sul terremoto perché lì ci sono le risorse e gli strumenti per mettersi a lavorare subito”. E ha aggiunto: “Il terremoto ci sta mettendo a dura prova ma l’Italia c’è, non lascia soli i cittadini, siamo più forti e ce la faremo”.

Renzi ha spiegato che “serve un intervento strutturale”. “Lo dobbiamo spiegare bene all’Italia, all’Europa, a tutti”, ha detto ancora. “Cercheremo di attuare lo stesso meccanismo virtuoso già previsto per Accumuli e Arcuata. Quando le telecamere se ne andranno sarà quello il momento in cui dovranno arrivare ancora di più i politici”.

“Come stiamo facendo ad Amatrice – ha proseguito – non dobbiamo lasciare che il riflettore si spenga su questi luoghi e cada l’attenzione della politica”. Nei centri colpiti dal sisma del 24 agosto “abbiamo messo un po’ di tempo a convincere tutti a lasciare le tende”, ha aggiunto Renzi. Ma ora “non possiamo immaginare di fare l’inverno in tenda”, si devono trovare subito soluzioni alternative, come alberghi o casette di legno. “Dobbiamo ricostruire presto e in modo serio. Sono ottimista che riusciremo a farlo”.

Gli da eco il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, secondo il quale “non sono possibili soluzioni non strutturali e dunque dobbiamo evitare di far dormire la gente in macchina o nelle tende: la linea è quella di portare le persone negli el per poter immaginare poi soluzioni temporanee con più tranquillità”.

Intanto, tra nuove scosse e prime stime dei danni, i primi sopralluoghi rivelano che a Visso, uno dei paesi epicentro del sisma in provincia di Macerata, tutte le case sono inagibili. Solo nelle Marche gli sfollati sono 4 mila e nei luoghi del terremoto si attende un brusco calo delle temperature. Molto colpito anche il patrimonio artistico e culturale della zona. Sono attese altre 2 mila brande, mentre è partita un’altra richiesta di mille letti da distribuire nelle zone colpite. E’ quanto è emerso dalla riunione del Centro operativo regionale.

Tante le scosse registrate: secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) a partire dal terremoto principale di magnitudo 5,4, delle 19,10 del 26 ottobre ce ne sono state in tutto 340. Le più forti quelle di mercoledì sera. Poi altre giovedì mattina: la più violenta di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 10,21, nella zona di Castelsantangelo sul Nera. “La situazione è drammatica, solo per miracolo non ci sono stati morti e feriti gravi, ma i danni sono molto ingenti”, ha detto l’asre alla Protezione civile Angelo Sciapichetti.

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