Blitz quotidiano
powered by aruba

Terremoto, Renzi: “Ricostruire in fretta, massima trasparenza. Anac aiuterà”

ROMA – “La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione, ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile”: la terra continua a tremare nella zona tra Amatrice (Rieti), Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto, ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, pensa alla ricostruzione.

“C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate”, ha spiegato nella sua e-news. “L’idea iper razionalistica di chi in queste ore dice “rischio zero” è inattuabile. Nessuno di noi potrà bloccare la natura, ma perché non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga più al riparo la nostra famiglia, la nostra casa? Questo è il senso del progetto Casa Italia“.

Si tratta, spiega lo stesso premier, di un

“progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni. Ma il fatto che sia un progetto a lungo termine, non è un buon motivo per non iniziare subito. Nella mia responsabilità di capo del governo proporrò a tutte le forze politiche di collaborare su questi temi. Con Casa Italia in ballo c’è il futuro dei nostri figli, non di qualche ministero. E proporrò a tutti i partiti, anche a quelli di opposizione, di dare una mano perché la politica italiana offra una dimostrazione di strategia e non solo una rissa dopo l’altra. Abbiamo decine di argomenti su cui possiamo dividerci e litigare; su questo lavoriamo insieme”.

Nella fase della ricostruzione, sottolinea Renzi, “dovremo soprattutto tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina. E l’anima gliela danno le storie delle persone, vecchi e bambini, il vissuto quotidiano, gli spazi di una comunità a cominciare dal circolo, dalla chiesa, dalla scuola. L’impegno del governo è che questi luoghi così ricchi di un passato prezioso possano avere un futuro”.

Ricordando esempi di ricostruzioni fallite nel passato, il presidente del Consiglio, come già il procuratore antimafia Franco Roberti in un’intervista rilasciata domenica, sottolinea che va evitato un nuovo caso Irpinia nella gestione del dopo-terremoto. Renzi pensa al modello emiliano del 2012, gestito dal prossimo probabile commissario Vasco Errani. 

E poi ancora sul progetto Casa Italia spiega:

“In Casa Italia immagino di inserire non solo i provvedimenti per l’adeguamento antisismico ma anche gli investimenti che stiamo facendo e che continueremo a fare sulle scuole, sulle periferie, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sui depuratori, sulle strade e sulle ferrovie, sulle dighe, sulle case popolari, sugli impianti sportivi e la banda larga, sull’efficientamento energetico, sulle manutenzioni, sui beni culturali e sui simboli della nostra comunità”, rimarca il capo del governo.