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Terremoto, scontro su Errani. Salvini propone Tronca

ROMA – Terremoto, la tregua politica è già finita. Lo scontro si riaccende sul nome di Vasco Errani, l’ex governatore della Regione Emilia-Romagna indicato da Matteo Renzi come Commissario straordinario per la ricostruzionedopo che due anni fa si dimise per una vicenda giudiziaria dalla quale uscì scagionato.

Per il pentastellato Luigi Di Maio il presidente del Consiglio vorrebbe Errani perché spera di far così contenta la minoranza del Pd, a cui Errani appartiene. Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, le scelte sul dopo terremoto vanno concordate tutti insieme. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, si dice pronto a collaborare con il governo, salvo poi bocciare il nome di Errani e proporre quello del prefetto Francesco Paolo Tronca. 

Renzi, dal canto suo, ricorda che la nomina del Commissario è competenza esclusiva del governo. Ma le vere ragioni del contendere, spiega Ugo Magri su La Stampa, sono ben altre.

“Nessuno tra i protagonisti avrà il coraggio di confessarle, perché suonerebbero ciniche e immorali. Riguardano le conseguenze politiche del terremoto, cioè gli effetti che questo dramma può avere sul referendum di autunno, dove Renzi si gioca tutto (idem i suoi avversari).

La speranza renziana non dichiarata è di cavalcare l’onda della ricostruzione e rilanciare una leadership che, stando ai sondaggi, prima dell’estate perdeva colpi. Il timore delle opposizioni coincide perfettamente. Nemmeno centrodestra e grillini lo ammetteranno mai, eppure il timore da quelle parti è che Renzi faccia bella figura attraverso scelte azzeccate e l’aiuto di una buona propaganda. C’è un precedente illustre: nel 2009 Berlusconi raggiunse il top dei consensi (prima di sprecarli con le sue «feste eleganti») subito dopo il sisma in Abruzzo, quando si trasferì fisicamente sui luoghi del terremoto e celebrò il 25 aprile tra le macerie di Onna con un invito alla concordia nazionale. Sarà una coincidenza, ma proprio ieri Renzi ha lanciato un forte appello alla collaborazione di tutti. E subito è partito il fuoco di sbarramento. Contro la nomina di Errani, in apparenza, ma con la mente rivolta al referendum sulla Costituzione.


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