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Torino, panico in piazza. Non applicata circolare Gabrielli. Appendino scaricabarile

Torino, panico in piazza. Non applicata circolare Gabrielli. Appendino scaricabarile

Torino, panico in piazza. Non applicata circolare Gabrielli. Appendino scaricabarile

ROMA – Torino, panico in piazza. Non applicata circolare Gabrielli. Appendino scaricabarile. Sono due i fronti di indagine aperti dalla procura di Torino sui fatti di piazza San Carlo. I magistrati vogliono capire chi o che cosa ha scatenato l’ondata di panico. Il fascicolo, dopo la prima informativa della Digos, è stato rubricato alla voce “lesioni colpose plurime gravi e gravissime”.

Non ci sono indagati. Ma c’è un riferimento all’articolo 40 del codice penale, in base al quale “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”. Significa che i pm (il procuratore Armando Spataro, l’aggiunto Vincenzo Pacileo e il sostituto Antonio Rinaudo) intendono vagliare l’operato delle autorità.

Anche per questo la sindaca M5S Chiara Appendino appare per la prima volta dalla sua elezione in seria difficoltà. Sotto osservazione della magistratura come abbiamo visto, ha dovuto far fronte ad attacchi politici trasversali, primi fra tutti quelli dei suoi predecessori Fassino e Chiamparino e il ministro dell’Interno Minniti. L’accusa più grave, alla luce dei recenti fatti di Manchester e dunque della gestione della sicurezza in mega eventi di questo tipo, è quella di aver ignorato di applicare la circolare Gabrielli dettata il 25 maggio scorso.

Per quello che finora si è appurato, della circolare sono state adottate le misure di sicurezza anti-terrorismo (c’erano duecento agenti) ma non è stato predisposto un piano d’emergenza. In aula consiliare Appendino non ha replicato alle contestazioni circostanziate di Fassino che lamentava la mancata assunzione di responsabilità: “La differenza tra gli eventi organizzati da noi e quello organizzato da voi sono i 1.527 feriti di ieri notte”. Nella sua relazione letta a testa bassa, Appendino è sembrata scaricare le colpe sulla Questura, segnala Paolo Griseri su La Repubblica.

Dice che «le misure prese hanno seguito una prassi di atti amministrativi ormai consolidata» e aggiunge che in precedenza in casi analoghi «non sono state adottate limitazioni alla vendita di alimenti o bevande o in vetro o lattine». Semmai andava impedita la vendita abusiva delle birre. Ma le pattuglie dei vigili urbani «erano impegnate nel perimetro esterno» mentre «per i controlli di sicurezza» erano impiegate «le forze di Polizia». Dunque, suggerisce il ragionamento della sindaca, il mancato controllo della piazza è responsabilità del Questore. (Paolo Griseri, La Repubblica)

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