Blitz quotidiano
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Totti spiazza Raggi: su Olimpiadi e stadio indietro tutta

ROMA – Totti spiazza Raggi: su Olimpiadi e stadio indietro tutta. “Raggi? Olimpiadi, nuovo stadio, lei è contraria a tutto”: era il Giachetti che aveva appena strappato il biglietto per il ballottaggio che parlava così. Due giorni dopo, solo 24 ore dopo il clamoroso assist di Totti sulle Olimpiadi, sia Giachetti che i romani devono prendere atto che il candidato 5 Stelle Virginia Raggi non è più così contraria alle Olimpiadi. Certo, a determinate condizioni (ma esiste un candidato che proponga stadio e nuove strutture anche con mezzi illegali?).

Tuttavia, oggi che il progetto nuovo stadio è stato consegnato come valutare l’ultima uscita di Raggi? Dopo l’intervento di Totti sulle Olimpiadi, ha dichiarato: “Lo stadio della Roma per noi è un progetto molto importante, così come è auspicabile anche uno stadio della Lazio, purché si rispettino i limiti di legge”. Fino all’intervento di Totti, fino a ieri cioè, lo stesso stadio non andava affatto bene: “Non può essere costruito in quell’area”, punto.

E anche sulle Olimpiadi la posizione è diventata più sfumata, meno ostile del definitivo “organizzarle ora è criminale” finora sbandierato. “In questi mesi di campagna elettorale ho girato tanto per Roma e non c’è stato un romano che mi abbia chiesto quale fosse la mia idea sulle Olimpiadi: tutti mi chiedevano quando passa l’autobus, perché l’immondizia non viene raccolta o le scuole cadono a pezzi. Questi sono i temi che chiedono i romani”, ha precisato, stando bene attenta a ribadire tutta l’ammirazione per il “campione mondiale” che ha sconvolto i piani grillini. Perché se non lo chiedono i romani è un conto, se lo chiede il Capitano anche l’imperturbabile algoritmo va in fibrillazione, come dire, due calcoli se li fa…

Ora il referendum sulle Olimpiadi non è più una priorità e giustamente Giachetti osserva che proprio il ballottaggio si incaricherà di surrogarlo. A proposito di referendum, anche quello su cui Renzi si gioca tutto non è estraneo alla partita romana: quello costituzionale si farà a ottobre, per il presidente del Consiglio il voto nelle città conta ma non sposta nulla.

Ma, evitando di mettere la sua faccia accanto ai candidati, si cercherebbe di scongiurare il timore del biscotto Lega-M5S, un scambio silenzioso senza apparentamenti ufficiali a Roma, Milano e Torino, con l’obiettivo di azzoppare il presidente del consiglio prima di tentare la spallata al referendum.