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Trapani, le elezioni truccate a norma di legge: come cancellare gli avversari…”a tavolino”

Trapani, elezioni truccate a norma di legge

Trapani, elezioni truccate a norma di legge (nella foto Ansa, Girolamo Fazio)

TRAPANI – Trapani, elezioni truccate a norma di legge. Sembra un paradosso ma esistono, si può fare. Ecco come.

Elezioni truccate a norma di legge esistono e si stanno tenendo in Sicilia, a Trapani. Qui un candidato a questo punto ex, Girolamo Fazio, dopo aver fatto campagna elettorale da inquisito e aver vinto il primo turno, ha invitato gli elettori a non votarlo. Pazzo? No. Redento? Nemmeno. Solo un simpatico stratagemma per portare a casa capra e cavoli: avere cioè la maggioranza in Consiglio Comunale e annullare di fatto le elezioni per il Comune di Trapani. E tenersi pronto per il prossimo giorno elettorale quando avrà diciamo così più “agibilità giudiziaria”.

Piano quello di Fazio in più tappe, tutte a norma di legge. Dichiarare “non votatemi” ma non ritirarsi, non ritirare ufficialmente la candidatura, in modo da impedire al terzo arrivato al primo turno di prendere il suo posto nel ballottaggio. Poi non presentare nei tempi di legge la lista degli assessori e quindi a norma di legge decadere da candidato, lasciando al solo candidato rimasto l’onere di portare, come dice la legge, almeno il 50% degli aventi diritti al voto a votare davvero al ballottaggio. Cosa praticamente ai limiti dell’impossibile a Trapani dove, al primo turno quando c’erano tutti i candidati a fatica si è arrivati al 50% dei votanti.

Senza il quorum, a norma di legge, le elezioni si annullano, arriva il commissario, non si fa la Giunta ma il Cosniglio Comunale resta in carica e quindi gli uomini e donne di Fazio eletti al primo turno saranno maggioranza, il secondo turno di fatto non si fa e secondo e terzo arrivato dopo Fazio al primo turno perdono la partita “a tavolino”. Un tavolino studiato a allestito da Fazio con un perfetto gioco delle tre carte: qui le elezioni, qui non elezioni, dove sono le elezioni? Elezioni sparite al gioco delle tre carte, tutte legali.

La vicenda è molto italica e molto borbonica. E’ una di quelle storie che si potrebbero definire da ‘azzeccagarbugli’ perché la strategia di Fazio, seppur discutibile, è dal punto di vista legale ineccepibile. Tutto comincia intorno a metà Maggio, quando in rapida sequenza i due candidati del centrodestra, Antonio D’Alì e il nostro Fazio, finiscono nel mirino della magistratura. Il primo è “pericoloso socialmente”, il secondo al centro di un’inchiesta sulle mazzette attorno al trasporto navale siciliano, viene indagato per corruzione e traffico di influenze e finisce ai domiciliari per due settimane. In piena campagna elettorale. Nonostante questo gli elettori puntano comunque su di lui: Fazio risulta il più votato al primo turno con oltre 10mila preferenze. A questo punto il coup de théâtre, il colpo di genio assoluto di Fazio che si fa da parte ma facendo in realtà solo la ‘mossa’. Fazio, facendo intendere un rigurgito di coscienza, chiede di non essere votato al ballottaggio.

Ma non si ritira ufficialmente. Se lo facesse gli subentrerebbe nello scontro con il candidato del centrosinistra arrivato secondo, il terzo classificato che è D’Alì. Quel D’Alì che oltre ad essere “pericoloso socialmente” è anche l’ex padre politico indovinate di chi? Esatto: Fazio. Fazio quindi non si ritira, ma non presenta nemmeno la lista degli assessori. Omissione che, da regolamento, lo estromette dal ballottaggio. Ma lo estromette quando è ormai troppo tardi per ‘ripescare’ il terzo. Le norme sono chiare: stando così le cose al ballottaggio di domenica prossima ci sarà un solo ed unico candidato, quello del centrosinistra, Pietro Savona.

Strategia suicida potrebbe pensare qualche ingenuo. Invece no. Savona, pur essendo l’unico candidato, uscirà probabilmente sconfitto dalle urne. Le stesse norme dicono infatti che per essere valide le elezioni, il 25 Giugno dovrà votare il 50% più 1 dei trapanesi aventi diritto, e Savona incassare almeno il 25% più 1 delle preferenze. Impresa non facile di per sé e praticamente impossibile in una città storicamente di centrodestra con i maggiori partiti di quell’area che invitano a disertare le urne. Se queste condizioni non si realizzeranno Trapani sarà senza sindaco ma non senza maggioranza. Al posto del primo arriverà un Commissario che però troverà un’Aula Consiliare bella e pronta.

L’elezione del Consiglio Comunale con relativi Consiglieri e susseguente maggioranza è infatti avvenuta. E la maggioranza è inevitabilmente del più votato al primo turno, specie se dal ballottaggio non usciranno vincitori, quindi di quel Girolamo Fazio architetto del trucco a norma di legge. Che senso ha, o avrebbe fare tutto questo? In primis impedire a chiunque altro di sedere su quella poltrona di primo cittadino che Fazio ha occupato già dal 2001 al 2012, e poi, trovandosi ora in una situazione obiettivamente imbarazzante, con un’inchiesta che lo vede protagonista e i pm che vorrebbero altre misure restrittive nei suoi confronti, prendere tempo. Prendere tempo per far calmare le acque, prenderlo per risolvere prima una questione e poi dedicarsi con calma alla politica. Tanto, con Commissario insediato, per tornare alle urne ci sarà tempo.

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