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Trivelle, Matteo Renzi: “In gioco 11 mila posti di lavoro”

ROMA – “Questo non è un referendum politico, ma riguarda 11mila lavoratori, il loro futuro e le fonti di approvvigionamento italiane”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso della visita alla redazione di Il resto del Carlino di Bologna.

“Noi siamo tutti per le rinnovabili – ha aggiunto – ma queste da sole non basteranno nei prossimi 5 anni, perché la macchina la prendono tutti, l’ascensore si prende, l’aria condizionata e il riscaldamento servono. Noi abbiamo detto no al nucleare e no al carbone, ma qualcosa devi tirare su. Si tratta di far funzionare le trivelle che ci sono fino a quando c’è gas e petrolio. Altrimenti prendiamo le petroliere russe e arabe che portano in Italia il loro petrolio”.

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Quello di domenica 17 aprile “non è un referendum astratto, ma riguarda le scelte energetiche italiane. Noi rispetteremo il volere dei cittadini: chi vuole votare è libero di farlo, chi vuole farlo fallire può non andare a votare. Tutte le posizioni sono legittime, ciascun esprime le sue valutazioni”.

“Tutte le posizioni sono legittime, credo che ciascuno esprima la propria valutazione, non c’è nessun tipo di polemica con il presidente Paolo Grossi” ha aggiunto il premier in merito a quanto affermato dal presidente della Corte Costituzionale sul dovere di andare a votare. “C’è un quesito, leggete il quesito e ognuno faccia quello che ritiene giusto fare”, ha aggiunto.