Con Berlusconi “al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato”. Lo dice Umberto Eco, nel numero dell’Espresso in edicola domani.
Nell’intervista al settimanale Eco parla delle intercettazioni, del lodo Alfano, dei tagli alla scuola e del controllo dei telegiornali della tv pubblica. “Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura, e infatti quando qualche Cassandra lo fa viene sbertucciata”.
“Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d’informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha compiuto un delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l’evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi” dice Eco con la sua inconfondibile ironia.
E ancora: “Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l’esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono di buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?”.
Ecco, “la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata” spiega Eco e conclude: “Per il momento resistere, resistere, resistere”.
TAG: dittatura, espresso, intercettazioni, lodo alfano, scuola pubblica, silvio berlusconi, stalin, stalinismo, tirannia, umberto eco
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Col silenzio del popolo si spegne la voce della libertà
Il discorso sarebbe lungo e complesso ma in breve possiamo dire che quando viene meno l’obbligo morale da parte dei rappresentanti del popolo e degli impegni assunti verso i propri elettori, non solo la dittatura si compie ma, ciò che è peggio, si compie l’assassinio delle idee.
Certo, vorrei essere ironico per tenermi sù con l’umore, ma so di certo che, se le cose dovessero cambiare per davvero, l’ironia non basterebbe. Penso ai primi oppositori del fascismo, operai, artigiani, contadini, i quali furono costretti alla ritirata quando Mussolini tolse ogni libertà.
L’opposizione, fatta dagli uomini del braccio, fu sostituita dall’opposizione fatta dagli uomini della mente: intellettuali, professori, impiegati, ecc., costoro si assunsero il compito di rifondare la società italiana al costo di giocarsi la vita.
Nessuno spiegò loro cosa fosse l’antifascismo e l’antinazismo, a volte si confondeva con l’istinto di libertà, ma ciò fu fondante per tutti e ognuno mise a disposizione la propria vita per salvare quella dell’altro.
La resistenza finì con la seconda guerra mondiale?
Se la resistenza finì con quel periodo storico, la classe politica italiana, a torto, non capì che il fascismo non poteva finire seppellito dalle bombe, almeno come prevaricazione, non ha saputo darsi un antifascismo all’altezza dei tempi moderni e così abbiamo assistito al terrorismo, al delitto Moro, Gladio e le bombe di Bologna, al delitto Biagi ed ancora al razzismo di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria,che ha umiliato non solo la politica ma la dignità degli uomini.
Se la nostra classe politica ha perso di vista l’obiettivo che dà vigore e dignità alla politica, c’è d’aspettarsi di tutto e, quel che è peggio,nel silenzio popolare più assoluto.
E ora qual’è il significato di resistere, resistere, resistere? O questo modo di resistere è debole o non è all’altezza dei tempi che attraversiamo.
Grazie per l’ospitalità.
Franco Santangelo
[...] Umberto Eco [...]
NO!!! Prezzemolo NO!!. Perdonatemi, meglio l’Uomo che ride (Silvio)..
[...] | Booksblog Foto | Blitz Quotidiano Post [...]