Blitz quotidiano
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Unioni civili, avviso vescovi: “Alternativa a famiglia”

L'ultimo affondo dei vescovi contro il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civile ribadisce quanto sostenuto da papa Francesco nei giorni scorsi

ROMA – Unioni civili, nuovo avviso dei vescovi italiani: “Sono alternative alla famiglia naturale”. L’affondo arriva dalle conclusioni del Consiglio episcopale permanente che si è svolto a Roma da lunedì a mercoledì scorso. Nel comunicato finale i vescovi italiani scrivono:

L’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili, con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia,  è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente. Negli interventi si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l’identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale”.

Pochi giorni dopo un messaggio analogo di papa Francesco, che era intervenuto sul tema per sottolineare che le unioni civili non vanno confuse con il matrimonio, la Cei guidata dal cardinale Angelo Bagnasco spiega che

“le difficoltà e le prove della famiglia (e insieme la sua bellezza, centralità e unicità) sono state ampiamente sottolineate dai Vescovi, a ripresa e approfondimento dei contenuti offerti nella prolusione del cardinal Bagnasco, ricordando, tra l’altro, l’identità propria e unica dell’istituto matrimoniale” e “la richiesta di politiche familiari consistenti ed efficaci”.

I vescovi italiani chiedono piuttosto misure per combattere la povertà di molte famiglie:

“Sul piano delle nuove povertà, il Consiglio Permanente si è fatto interprete di una Chiesa vicina alla gente, della quale non ha esitato a farsi voce: ecco le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, molte delle quali si trovano a non saper soddisfare nemmeno i bisogni primari; ecco la piaga della disoccupazione, per affrontare la quale non bastano i richiami alla solidarietà, ma serve una nuova, forte imprenditorialità e un welfare di comunità; ecco la preoccupazione per l’inverno demografico, la richiesta di maggior sostegno per i diritti dei figli – a partire dal concepimento – e la denuncia per l’assenza di politiche familiari efficaci”.

Nel comunicato finale, come del resto già nella prolusione del cardinal Bagnasco, non si fa menzione del “Family Day” contro il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, organizzato per sabato 30 gennaio a Roma dalle organizzazioni del laicato cattolico.