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Unioni Civili, la legge compie un anno. Zanda: “Orgoglio Pd”

Unioni Civili, la legge compie un anno. Zanda: "Orgoglio Pd"

Unioni Civili, la legge compie un anno. Zanda: “Orgoglio Pd”

ROMA – Quasi 3 mila unioni civili nel 2017. A dare i numeri sono i senatori del Pd che a un anno dall’approvazione della legge sulle unioni civili festeggiano quella che rivendicano come una “vittoria del gruppo“.

“E’ una creatura che dovrà crescere”, afferma la madrina Monica Cirinnà, ma “finalmente la legge è patrimonio di tutti”. “La vittoria”, insiste, è che finalmente “omosessuali e lesbiche esistono per l’Italia”. Due le parole che si affermano: “Uguaglianza” e “parità sociale” sotto il segno della “normalità”. In questo sta, secondo la senatrice “la grande rivoluzione culturale”. “Una legge che ha valore a prescindere dal numero di chi ne usufruirà”, sottolinea il capogruppo Pd Luigi Zanda. Si tratta di “un’attenzione alle minoranze”. Zanda rivendica con orgoglio la paternità di quello che chiama il “nostro Ddl”, “Nostra la prima firma“, sottolinea, “nostra la volontà di far cessare l’ostruzionismo che ne ha a lungo impedito l’approvazione”, “nostra la gran parte dei voti con i quali è stata approvata”.

“L’ho detto più volte anche pubblicamente – ha proseguito Zanza – ricorderemo questa legislatura come la legislatura dei diritti civili e del sociale. Il parlamento ha approvato la legge sul divorzio breve, sulla continuità affido – adozione, il cosiddetto “Dopo di noi”, la legge sull’autismo, sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati, quella sul Terzo settore. Sono solo alcune delle leggi fatte negli ultimi quattro anni e che hanno contribuito alla crescita della nostra democrazia”.

“Presto il Senato approverà due leggi di grande valore storico, la legge sul testamento biologico e quella sulla cittadinanza. Ma sappiamo di dover lavorare ancora molto. Il Partito Democratico lo farà con convinzione e determinazione perché solo riconoscendo i diritti di tutti riusciremo a tenere uniti quei pezzi di società che non chiedono più diritti di altri, ma diritti uguali a quelli di tutti gli altri”.

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