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Unioni civili, Luigi Zanda: Canguro? Voteremo tutta la legge

Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, ha rassicurato che la legge sulle unioni civili sarà votata in tutti i suoi articoli nonostante il canguro

ROMA  – La legge sulle Unioni civili sarà votata con tutti i suoi articoli, anche con il canguro. Ad assicurarlo è Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, che la sera del 16 febbraio dopo il rinvio del voto ha dichiarato che nonostante il canguro il Pd voterà comunque la legge in tutti i suoi articoli, compreso il 5, e anche con voto segreto se richiesto.

Zanda, intervenendo in aula sulle unioni civili, ha dichiarato:

“La vulgata è che l’emendamento Marcucci elimini la discussione, vorrei rassicurare l’Aula, non è così. Con il canguro voteremo comunque la legge in tutti i suoi articoli, compreso il 5, e se richiesto con voto segreto. Perchè un emendamento non può cancellare un articolo di un ddl.

Avremmo preferito una discussione sul merito, limitata ad un massimo di due/trecento emendamenti e a un numero molto ristretto di voti segreti,10-20-30 voti segreti. Ci siamo visti più volte con gli altri capigruppo per cercare una strada per fare in modo che la discussione del provvedimento potesse diventare ‘agibile’. Ma siamo lontani da questo obiettivo ed è un peccato”.

Zanda rassicura:

“Nessuna menomazione incominciamo i lavori sugli emendamenti. La preghiera che rivolgo a tutti i colleghi è di iniziare l’esame tenendo conto che noi esamineremo tutto il testo e potremo votare su tutti gli articoli. Il Partito democratico vuole questa legge, è una legge sui diritti sull’estensione di importanti diritti civili, sul riconoscimento di diritti inviolabili ad una minoranza di cittadini italiani. E il fatto che si tratti di diritti dei quali sinora una minoranza è stata esclusa, rende questo ancora più importante e più urgente. Difendere diritti di una piccola minoranza ci rende forti nel sostenerla”.

Così il presidente dei senatori del Pd interviene nell’aula del Senato e aggiunge:

“Ma c’è anche un’altra necessità che ci riguarda in quanto senatori. Questa legge ce la chieda la Corte costituzionale e l’Ue. Mi sento a disagio a ricevere queste sollecitazioni e mi sento a disagio perché, oggi, in assenza di una legge decidono i giudici eppure legiferare è il nostro lavoro. Non dobbiamo lasciare ancora ai giudici supplenza per fare quel che noi non abbiamo fatto. È giunto il momento che in queste materie il Parlamento onori le funzioni che la Costituzione gli assegna e le eserciti con la responsabilità necessaria. E’ giunto il momento che il Parlamento faccia quel che deve: il legislatore”.

“Noi senatori dobbiamo sentire la responsabilità di questa condizione molto anomala, dobbiamo saper riconoscere il nostro dovere di legislatori e comportarci conseguentemente approvando rapidamente la legge sulle unioni civili”.