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Unioni Civili, M5s: votiamo solo testo intero. E pediatri…

ROMA  – Unioni Civili, M5s: Votiamo compatti solo se non depotenziato. Lo votiamo compatti. Ma solo se non sarà “depotenziato”. Tradotto: solo se non verranno eliminate dal testo le parti più dibattute come per esempio la stepchild adoption. Il Movimento 5 Stelle detta la linea sul ddl Cirinnà in discussione in Parlamento e lo fa rispondendo in modo chiaro a indiscrezioni circolate sulla stampa che parlavano di alcuni dissidenti pronti a provare ad affossare il testo. I pediatri della Società Italiana di pediatria, intanto, irrompono nel dibattito con una dichiarazione che farà discutere: “Non escludiamo che la stepchild adoption possa avere conseguenze negative sui bambini”.

“Siamo tutti compatti a favore del ddl Cirinnà” ma “sia ben chiaro che impoverito non lo votiamo” avvisa il senatore M5S Alberto Airola al Pd in merito al voto al Senato del provvedimento sulle unioni civili. “Zanda fa pressioni su di noi – aggiunge – evidentemente hanno grossi problemi al loro interno”.

“Non si può scendere oltre un minimo livello di garanzie dei diritti – conclude – tra di noi del M5S abbiamo chiarito le questioni e non ci sono sorprese. E si capisce dal fatto che non abbiamo emendato il testo”.

Tutto nasce da quanto scritto nell’edizione di oggi 3 febbraio dal quotidiano La Stampa. Secondo Jacopo Jacoboni, infatti, ci sarebbero stati circa 4-5 senatori M5s pronti a non votare il testo. Circostanza, questa, che avrebbe portato a un diverbio, in Senato, proprio tra Airola e la Cirinnà:

Nel M5S, in effetti, la discussione è più aperta di quanto non sembri. Da tempo un canale si è aperto tra M5S e mondo cattolico, di certo il muro tra Movimento e Vaticano è caduto da un pezzo. Nell’ultimo anno e mezzo il M5S ha rotto ogni tabù, dialoga, va a render visita. Alessandro Di Battista e Nicola Morra furono ricevuti dal sostituto segretario di Stato Giovanni Angelo Becciu. Di Battista, che molto si adoperò in tal senso, lo raccontò così: «L’incontro è stato cordiale e si è parlato soprattutto di pace e contrasto agli interventi armati».

Intanto sul dibattito Cirinnà entrano a piedi uniti i pediatri. Lo fanno con una dichiarazione del presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, sulla Stepchild adoption. Secondo Corsello:

“Non si può escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva”. Il dibattito sul ddl sulle unioni civili, approdato ieri in Senato, afferma, ”si è mantenuto su una sfera prevalentemente politica ed ideologica”, mentre ”riteniamo che la discussione dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino”.

Come era prevedibile la dichiarazione di Corsello provoca l’immediata reazione di altri pediatri e psichiatri, così come di associazioni fra le quali GayNet di Franco Grillini e le Famiglie Arcobaleno, per i quali non esiste invece alcuna prova scientifica di quanto sostenuto dal medico siciliano.

Corsello che rappresenta la più importante associazione dei pediatri in Italia spiega che

”la maturazione psicologica di un bambino si svolge lungo un percorso correlato con la qualità dei legami affettivi all’interno della famiglia e con i coetanei. La qualità delle relazioni umane e interpersonali, nonché il livello di stabilità emotiva e la sicurezza sociale di un bambino sono conseguenze di una maturazione psico-affettiva armonica”.

E cita l’esistenza di presunti studi e ricerche cliniche che avrebbero messo in evidenza che questi processi possono rivelarsi incerti e indeboliti da una convivenza all’interno di una famiglia conflittuale, ”ma anche da una famiglia in cui il nucleo genitoriale non ha il padre e la madre come modelli di riferimento”.    

A poche ore di distanza dalla prima nota di Corsello, ne arriva una seconda che precisa la necessità di valutare caso per caso:

“Affermare che non si può escludere che la convivenza con due genitori dello stesso sesso possa avere ripercussioni negative sulla crescita armonica dei figli non significa affermare che due soggetti omosessuali non possano garantire ad un bambino affettività e standard educativi in linea con uno sviluppo normale”.

Ma le critiche a Corsello riguardano proprio l’esistenza e la rilevanza di questi studi che farebbero da base alle osservazioni del pediatra.

“Ciò che conta è la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal ‘genere’ dei genitori”, risponde Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria. E aggiunge: “Si stanno ancora raccogliendo dati ed è prematuro esprimere opinioni scientifiche”.  Esistono invece per Mencacci, “studi e ricerche che dicono esattamente il contrario. Insomma, dichiarazioni in questo senso sembrano quantomeno premature, perché non ci sono evidenze scientifiche serie e definitive”.

Gli studi prodotti finora “non sono affidabili perché partono con un gap: vogliono dimostrare la validità di una testi piuttosto che di un’altra”. Ci sono invece evidenze, “che nelle famiglie etero possono prodursi danni nella psiche dei bimbi quando il rapporto è in crisi”.

I pediatri sono al servizio dei bambini, non delle ideologie”, conclude infine il presidente dell’osservatorio Paidoss e della SIMPe (Societa’ italiana dei medici pediatri), Giuseppe Mele.

“Ritengo che le recenti dichiarazioni del collega Giovanni Corsello, non vadano nella direzione che i pediatri si auspicano e che è quella di potersi prendere cura dei loro pazienti a prescindere da quella che è la cultura, l’orientamento, le convinzioni della famiglia di origine”.

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