Blitz quotidiano
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Unioni Civili, Padova (Lega) meglio di Treviso (Pd)…

PADOVA – Da domenica 5 giugno è entrata ufficialmente in vigore la legge Cirinnà, quella approvata tra mille polemiche l’11 maggio scorso, che ha riconosciuto diritti e doveri alle coppie gay, con le unioni civili, e alle coppie di fatto, con le convivenze. I sindaci di tutta Italia sono chiamati a celebrare questi nuovi istituti. Ma in Veneto sembra quasi che si siano scambiati i ruoli: a Padova, dove governa la Lega Nord, pare siano meglio attrezzati di Treviso, amministrata dal Pd.

La beffa è svelata da Giuseppe Pietrobelli sul quotidiano Il Gazzettino che si è preso la briga di telefonare nei rispettivi Comuni per chiedere informazioni su ipotetiche nozze gay da celebrare al più presto. Si scopre così che a Padova, dove il sindaco leghista Massimo Bitonci aveva giurato “obiezione di coscienza” all’indomani dell’approvazione della legge, sono già pronti i moduli per istruire le pratiche. Mentre a Treviso aspettano ancora i fatidici decreti attuativi del governo. Eppure il sindaco Pd Giovanni Manildo, aveva salutato la nuova legge entusiasta definendola un “salto di civiltà”.

Al telefono una voce del Comune di Treviso spiega: “La legge ha effetto da ieri ma non è arrivata alcuna indicazione attuativa. Bisogna attendere che il governo legiferi, ci sono tempi tecnici da rispettare…”. Quanto tempo? “Non lo sappiamo. Per i decreti attuativi ci sono sei mesi, ma la presidenza del Consiglio dei ministri può fissare norme transitorie a 30 giorni”.

Tutt’altra musica al Comune di Padova, dove invece ci si sarebbe aspettati una bella porta in faccia: “E’ semplice, basta che vi presentiate all’Ufficio Matrimoni in piazza Capitaniato, sotto l’orologio. Prendete due moduli, uno a testa e li compilate con i dati anagrafici. Lasciate una fotocopia del documento di identità così cominciamo a istruire la pratica. La modulistica al momento non è ancora a disposizione sul sito. Dovete venire qui”.

Del resto fu proprio Padova a fare da apripista già nel lontano 2006, allora guidata da una giunta di centrosinistra: fu la prima città italiana ad istituire il registro dei cosiddetti “Pacs” grazie soprattutto all’iniziativa dell’ex presidente dell’Arcigay del Veneto, Alessandro Zan.

Ma non è che siccome il sindaco Bitonci non vuole celebrare i matrimoni, domanda sospettoso il giornalista, salta fuori qualche altro intoppo? “Il sindaco non ha mai celebrato nessun tipo di matrimonio, noi ci siamo sempre arrangiati”.