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Unioni Civili. Pd molla stepchild, fiducia su super modifica

ROMA – Unioni Civili. Pd molla stepchild, fiducia su super modifica. La bozza con la “super modifica” è pronta. E sacrifica la tanto contestata stepchild adoption per portare a casa almeno uno straccio di legge sulle Unioni civili. Matteo Renzi, insomma, si piega alla realtà dei numeri che non ci sono e trova almeno sulla carta un accordo con il Nuovo centrodestra per far diventare legge il ddl Cirinnà sulle unioni civili.

In una riunione avvenuta nella mattinata di oggi 22 febbraio informa l’agenzia Ansa, tra Matteo Renzi ed i capigruppo, si sarebbe confermato l’orientamento a portare a casa la riforma con un’intesa con i partner di maggioranza di Ncd “perchè i grillini non sono affidabili”. Sembra confermato che il maxi-emendamento, sul quale mettere la fiducia, non conterrebbe la stepchild adoption e prevederebbe anche “piccoli aggiustamenti” anche agli articoli 2 e 3 del ddl Cirinnà. A quanto si apprende, sarebbero accolti gli emendamenti Lumia, già frutto di un’intesa nel Pd, che chiarirebbe i diritti del codice civile estesi anche alle coppie gay. Scrive La Repubblica:

La decisione ultima verrà presa ufficialmente dall’assemblea dei senatori del Pd, che si riunirà domani alle 13 con la partecipazione di Matteo Renzi. Intanto continua a raccogliere firme la petizione lanciata ieri su Change.org da più di 400 esponenti della cultura e dell’imprenditoria italiane.

La strada dell’accordo con gli altri gruppi, viene spiegato da fonti dem, presenta ancora troppe ‘zone grigie’ perchè non dà certezza sui tempi: anche con soli 500 emendamenti, dopo il ritiro delle migliaia di proposte da parte della Lega, se ogni senatore decidesse di intervenire su ogni emendamento si ricreerebbe l’intoppo dell’ostruzionismo.

Il Pd mette quindi da parte l’ipotesi del super-canguro di Andrea Marcucci, che tra l’altro potrebbe essere giudicato inammissibile in aula dal presidente Pietro Grasso, e punta dritto verso la fiducia da far approvare in senato tra giovedì 25 febbraio e, al più tardi, martedì 1 marzo.

Protestano, invece, le famiglie arcobaleno. “Senza la step child adoption il ddl Cirinnà sarebbe una legge monca che oltre a non dare i diritti ai bambini non darebbe dignità alle persone, sia omosessuali ed eterosessuali”. Michele Coletta, vicepresidente nazionale di Famiglie Arcobaleno commenta così l’ipotesi che il ddl Cirinnà, la cui discussione in Senato comincia mercoledì, possa essere approvato tramite un accordo che porti allo stralcio dell’articolo che consente l’adozione dal figlio del partner. “Io sono già padre di due bambini – spiega Coletta – il cui padre biologico è il mio compagno ma quei bambini sono anche figli miei perché li ho cresciuti, li sto crescendo e faccio tutto quello che fa un genitore. L’unica differenza è che non non ho le stesse tutele”. L’associazione Famiglie Arcobaleno è nata nel 2005 e oggi conta circa un migliaio di iscritti. “Secondo alcuni dati di qualche anno fa – spiega Coletta – ci sono almeno 100 mila bambini in Italia che hanno almeno un genitore omo, ma questa legge non deve essere approvata sulla base dei numeri. Ci potrebbe essere anche un solo bambino che ha bisogno di queste tutele e lo Stato italiano che, è uno Stato civile gliele deve dare”.