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Unioni civili, Renzi: “Si voti. Giusto no utero in affitto”

ROMA – Le Unioni Civili sono “un passo in avanti” e il Parlamento deve smetterla di “fare melina” sul ddl Cirinnà e arrivare al voto. Così il premier Matteo Renzi, alla vigilia delle prime votazioni in Senato, interviene sul ddl della discordia che divide trasversalmente un po’ tutti gli schieramenti. E lo fa attraverso la newsletter che periodicamente invia ai propri sostenitori. Ma non manca di cogliere le remore di molta parte dei detrattori della riforma, preoccupati che la stepchild adoption possa rappresentare un via libera alla pratica dell’utero in affitto. Pratica quest’ultima da “condannare con forza” anche secondo Renzi:

“La stragrande maggioranza degli italiani – pare di capire anche in Parlamento – condanna con forza pratiche come l’utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio: pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare”.

L’intervento del premier giunge proprio nei giorni in cui la polemica è sfociata anche sul palcoscenico dell’Ariston. A far discutere è la presenza di alcuni ospiti al Festival di Sanremo, come Elton John, orgoliosissimo papà gay già “avvisato” dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini (“Canti e basta. Non faccia pipponi sulle adozioni gay”). E pure Nicole Kidman, invisa al vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, per essere ricorsa proprio alla pratica della maternità surrogata (“Le star facciano beneficienza, non comprino bimbi”).

Sulla stepchild adoption, l’adozione del figlio naturale da parte del partner omosessuale, comunque Renzi non fa passi indietro e ribadisce quanto già sostenuto nelle scorse settimane nonostante il pressing di Angelino Alfano: niente stralci, il ddl resta così come è.

“Rimangono aperti alcuni punti – scrive Renzi – su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption: la ratio non è consentire il via libera alle adozioni ma garantire la continuità affettiva del minore. Non è il punto principale di questa legge” ma “credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo”.

“È giusto – ribadisce – che su questi temi si voti, dopo anni in cui si è fatto melina. Perché la politica che finge di non vedere la realtà, non è seria”.