Blitz quotidiano
powered by aruba

Unioni civili, Pd chiede pausa. In bilico stepchild adoption

ROMA – Unioni civili, Pd vuole pausa. In bilico stepchild adoption.  Una pausa di riflessione di qualche giorno. Il Pd, ora, prova a prendere tempo sulle unioni civili. Lo fa dopo il no del Movimento 5 Stelle al super  “canguro”, l’emendamento che avrebbe consentito di far andare avanti il disegno di legge Cirinnà senza modifiche sostanziali annunciato ieri 16 febbraio.

Questa mattina, invece, Luigi Zanda  ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per fare il punto sul ddl unioni civili. “Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo – dichiara – un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici”. Si dovrebbe andare verso un rinvio dell’esame del testo alla prossima settimana.

L’annuncio di Zanda sa di ritirata per salvare il salvabile. E uno degli scenari possibili è il  “sacrificare” la stepchild adoption per portare a casa il grosso, cioè la legge sulle Unioni civili. Matteo Renzi ci sta pensando. E non da oggi.

La mossa, come spiegano su Repubblica Annalisa Cuzzocrea e Goffredo De Marchis, è quella di provare a convincere i cattodem. Quei cattodem che per parte del Pd sul tema “hanno rotto il ca…”. Il realismo politico spinge però Renzi a cercare una soluzione:

Dall’Argentina Renzi si tiene in contatto con Luca Lotti che è piazzato alle spalle dell’emiciclo del Senato e ferma i senatori per sondarne gli umori. La raffica di dichiarazioni contro Grillo e Casaleggio per il voltafaccia sull’emendamento Marcucci, per l’annuncio del voto contrario fatto ieri dal senatore Alberto Airola, può servire ma “andare dritti, votarlo e contare i voti contrari del Movimento 5stelle, questo sì gli farebbe pagare un prezzo politico altissimo”, ragiona il premier. Per questo per tutta la notte il sottosegretario Lotti e il capogruppo Luigi Zanda hanno lavorato sui numeri, cercando defezioni nel gruppo dei cattodem, solleticando la libertà di coscienza dei parlamentari di Forza Italia, chiedendo a Denis Verdini di compattare la sua truppa. “I numeri però sono a rischio”, ripetono i delegati di Palazzo Chigi. E ieri è stato del tutto lampante quando il Pd ha dovuto mettere ai voti il rinvio della seduta a oggi e ha superato l’ostacolo con i voti determinanti di Ala. Un chiaro segnale di resa, almeno parziale.

Il rischio per Renzi (quasi una certezza visti i numeri) è dover dipendere dai verdiniani di Ala. E il rischio peggiore è che salti tutta la legge. Da qui la decisione di provare a trattare con gli alfaniani. Che sono disponibili ma a un prezzo alto: via stepchild adoption e ogni possibile equiparazione con il matrimonio. Renzi, insomma, è di fronte a un bivio: portare sicuramente a casa una legge depotenziata oppure rischiare per avere tutta la legge o niente. Oggi 17 febbraio si saprà che strada ha scelto.