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Unioni Civili, scontro Pd. Su Gay.it nomi senatori contrari

ROMA – Scontro tra cattodem e maggioranza Pd sulle adozioni gay. I primi, contrari alla cosiddetta stepchild adoption (la possibilità da parte del partner in una coppia gay di adottare il figlio dell’altro) provano a proporre un emendamento che preveda l’affido rafforzato invece dell’adozione. Ma la maggioranza dice no allo stralcio della norma dal decreto. Mentre sul sito Gay.it viene pubblicata una lista di nomi, con relativa mail, di una trentina di senatori Pd malpancisti: quelli cioè che sarebbero pronti a non votare il ddl Cirinnà qualora l’articolo 5 del testo (quello sulla stepchild adoption) dovesse passare nonostante il loro voto contrario.

L’emendamento Cattodem – Nell’emendamento alternativo proposto dai cattolici del Pd si prevede “l’affidamento personale del minore alla parte dell’unione civile tra persone dello stesso quando lo stesso è figlio, anche adottivo, dell’altra parte dell’unione civile e il genitore biologico estraneo all’unione civile sia sconosciuto, deceduto o decaduto dalla responsabilità genitoriale”. L’emendamento, a quanto si apprende, prima del 22 gennaio potrà essere corretto o integrato.

In realtà la questione è assai più complessa. Il timore dei cattolici e di certa parte del mondo femminile è che la stepchild adoption costituirebbe un sostanziale via di fatto alla maternità surrogata, metodo al quale le coppie gay maschili solitamente ricorrono per avere figli. Ma in Italia, è bene precisarlo, la maternità surrogata è vietata da anni. Il tutto, condito da una buona dose di disinformazione ha contribuito ad alimentare la polemica.

A far discutere è soprattutto la lista dei nomi finita su Gay.it, il sito capitanato dall’imprenditore Alessio De Giorgi, uno dei più noti imprenditori omosessuali italiani da sempre vicino al Pd. Secondo il sito sarebbero 31 i senatori Pd “incriminati”, precisando che i più accesi sostenitori di questa linea sarebbero Nicoletta Favero, Rosa Maria Di Giorgi e Stefano Lepri, e che gli altri si sarebbero “limitati” a paventare una supposta indisponibilità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a firmare la legge sulle unioni civili con la stepchild adoption. Una scelta definita da più parti nel Pd.

I diretti interessati non hanno gradito l’iniziativa, corredata tra l’altro di apposito link per “contattare il tuo senatore malpancista”. In una nota congiunta i senatori Pd Mauro Del Barba, Stefano Collina, Emma Fattorini e Giancarlo Sangalli, arrivano a parlare di “inqualificabile metodo squadrista“, con tanto di “liste di proscrizione” e “foto segnaletiche”. “Normale che a pochi metri dal traguardo ci siano tentativi, come queste false notizie, di sabotare una legge così importante – concludono – Ma questi tentativi non avranno esito positivo perché il Pd è unito nel volere una buona legge sulle unioni civili”.

La scelta è stata condannata anche dal renziano Andrea Marcucci che parla di “una sorta di lista di proscrizione, peraltro anche sbagliata, per additare al pubblico ludibrio un gruppo di senatori che lecitamente stanno facendo la loro battaglia sul tema della step-child adoption. E’ un’iniziativa grave, illiberale, che punta a dividere il Pd e che di fatto indebolisce il traguardo storico dell’approvazione delle unioni civili”.