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Vaccini, Beatrice Lorenzin: “Se ci sono epidemie Regione Veneto responsabile”

Vaccini, Beatrice Lorenzin: "Se ci sono epidemie Regione Veneto responsabile"

Vaccini, Beatrice Lorenzin: “Se ci sono epidemie Regione Veneto responsabile”

ROMA – Regione Veneto avvisata: se ci sono epidemie sarà ritenuta responsabile. Lo afferma la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, in un’intervista al Corriere della Sera, rispondendo alla moratoria sui vaccini stabilita dal Veneto. La regione guidata da Luca Zaia ha infatti varato un decreto che, con la scadenza fissata all’anno scolastico 2019-20, ha dato più tempo ai genitori per presentare la documentazione che attesti l’avvenuta vaccinazione dei bambini per l’iscrizione ai nidi e alle scuole dell’infanzia, evitando la decadenza dell’iscrizione stessa.

Sull’obbligo vaccinale già a partire da questo anno scolastico 2017-18, le ministre dell’Istruzione e della Salute, Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin, hanno però più volte ribadito di non ammettere proroghe o deroghe, sottolineando l’urgenza di assicurare una uniformità delle coperture vaccinali nelle scuole. Per facilitare le procedure, la circolare congiunta dei due ministeri dello scorso 1 settembre aveva appunto ufficializzato anche la possibilità di ricorrere all’autocertificazione. Il Veneto ha però deciso di smarcarsi: la scelta della moratoria, in attesa dell’esito del ricorso contro la legge sull’obbligo vaccinale già presentato alla Corte Costituzionale, deriva a detta della Regione da “incongruenze nella legge Lorenzin che non renderebbero chiari i tempi di applicazione della decadenza dell’iscrizione, evidenziate dai tecnici della Regione Veneto”.

“Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza – ha ammonito Lorenzin – il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione”.

La Regione confida nella sospensiva richiesta alla Corte Costituzionale, ma sottolinea Lorenzin “siamo molto tranquilli e sereni sulla correttezza di un provvedimento a difesa della tutela della salute, principio previsto dall’articolo 32 della Costituzione. Sono misure necessarie per difendere la collettività”. “Le istituzioni negli ultimi anni hanno dato per scontato che ci fosse consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni, invece è venuta a mancare. E in questo vuoto – dice Lorenzin – si sono inseriti i free vax con le loro teorie strampalate e prive di ogni fondamento scientifico, rilanciate dai social. Leggende metropolitane gigantesche”.

Ci saranno bimbi liberi di andare a scuola senza vaccinazioni? “Assolutamente no – ribadisce – senza vaccini non si entra. È un divieto sacrosanto. In questa fascia scolastica, da 0 a 6 anni, convivono bambini di età diverse. Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai più grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, che quest’anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale”.

Intanto, in molte regioni continua la ‘corsa’ delle famiglie per mettersi in regola in vista dell’avvio dell’anno scolastico, con i centri vaccinali in vari casi presi d’assalto.

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