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Vaccini, prima li vogliono tagliare poi aumentare. Caos sul decreto

Vaccini, prima li vogliono tagliare poi aumentare. Caos sul decreto

Vaccini, prima li vogliono tagliare poi aumentare. Caos sul decreto

ROMA – Vaccini, prima li vogliono tagliare e poi aumentare. E’ l’Istituto Superiore di Sanità ad invertire la marcia, proponendo di aggiungere ancora una profilassi al già nutrito elenco di quelle obbligatorie per poter iscrivere i propri figli a scuola, che salirebbero così a 13. E questo proprio mentre al Senato è in discussione, tra gli oltre 285 emendamenti presentati, una proposta di riduzione, dai 12 originari a 10 vaccini, insieme ad un alleggerimento generale del testo. Oltre al taglio delle vaccinazioni si introduce infatti un concetto di obbligatorietà flessibile, da riconsiderare dopo i primi tre anni della legge e un’attenuazione sul fronte sanzioni, rivedendo anche il rischio di perdere la patria potestà per i genitori no vax.

Sulla riduzione delle vaccinazioni obbligatorie si era già espressa negativamente il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo la quale il decreto è stato proposto sulla base di dati scientifico-sanitari pur essendo il Parlamento sovrano e in grado di prendersi le proprie responsabilità. Poi la stessa ministra aveva chiesto ulteriore parere all’Istituto Superiore di Sanità e al Consiglio superiore di sanità in merito. “Lo forniremo al ministro entro oggi”, ha prontamente risposto Walter Ricciardi, presidente Iss. Salvo poi precisare: “Però noi abbiamo sottolineato ripetutamente, e agiremo in continuità, che per noi le vaccinazioni che dovrebbero essere somministrate a tutti gli italiani sono 13, cioè va aggiunta anche l’anti-pneumococcica, perché in questo modo proteggiamo tutti i cittadini, ma soprattutto i bambini, praticamente dal 95% delle meningiti”.

Il decreto ora al vaglio della Commissione Sanità sembra però avviarsi in direzione contraria. Sarà infatti votata oggi, martedì 4 luglio, la proposta avanzata dalla presidente Pd, Emilia Grazie De Biasi che prevede di ridurre da 12 a 10 il numero dei vaccini obbligatori per la scuola, con l’antimeningite B e C che tornerebbero ad essere solo raccomandati. C’è poi l’ipotesi di ammorbidire l’obbligo.

San raffaele

Per iscrivere i propri figli a scuola dunque, “i vaccini obbligatori restano i 6 già previsti come tali nell’esavalente, ovvero anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti-Haemophilus B. A questi, si aggiungono come obbligatori l’anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella“. Per queste ultime 4 vaccinazioni però, chiarisce De Biasi, “l’emendamento prevede una rivalutazione dell’obbligo: si introduce cioè una verifica dopo 3 anni dall’entrata in vigore della legge per accertare il livello di copertura vaccinale raggiunto. Se ottimale, per queste vaccinazioni l’obbligatorietà può essere sospesa”.

Al contrario, “l’anti-meningite B e C tornano ad essere solo raccomandate”, tornando così a una sorta di classificazione di tipo A e B, sebbene tutti i vaccini siano importanti. “Questo perchè – afferma la proponente – non siamo in una situazione epidemica che richieda l’obbligatorietà di immunizzazione”. Ma la minisra Lorenzin non sembra essere d’accordo: “Quando il provvedimento è andato in Senato ho detto che ero pronta a qualsiasi tipo di cambiamento e miglioramento del provvedimento per quanto riguardava gli aspetti politici. Sugli aspetti tecnici non posso fare una mediazione politica, sugli aspetti tecnici sono le autorità sanitarie che mi devono dire se si può fare o non si può fare”.

Sono in tutto 285 gli emendamenti al testo e 10 gli ordini del giorno presentati in Commissione: una certa convergenza si registra appunto sulla cancellazione del rischio di perdita della patria potestà e sul ridimensionamento delle sanzioni. Sempre sul fronte vaccini, una nuova sentenza – della Corte d’appello di Salerno – ha ribadito che non esiste dimostrazione di un nesso causale tra vaccinazioni e autismo. E in Toscana resta alta l’allerta per la meningite: la Regione ha deciso di prolungare fino al 31 dicembre la campagna di vaccinazione per il tipo C, mentre a Prato si è registrato un nuovo caso con una 18enne colpita da meningite di tipo B.

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