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Vaticano a Beppe Grillo: “M5S come San Francesco? Non scherziamo…”

Vaticano a Beppe Grillo: "M5S come San Francesco? Non scherziamo..."

Vaticano a Beppe Grillo: “M5S come San Francesco? Non scherziamo…”

ROMA – Vaticano a Beppe Grillo: “M5S come San Francesco? Non scherziamo...”. Nessun politico può autodefinirsi francescano. In una manciata di parole il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin “smonta” il teorema lanciato da Beppe Grillo (“Noi siamo i francescani d’oggi”) per la seconda marcia M5S dedicata al reddito di cittadinanza. Parolin non entra nel merito del messaggio dell’ex comico e, anzi, si dice “contento che i politici si richiamino a San Francesco”.

Ma è la precisazione della più alta carica della Santa Sede dopo il Pontefice e “che ci si autodefinisca veri francescani non si può dire”. Monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, va oltre, derubricando le parole di Grillo come “battute” e sottolineando: “Lui parla solo di cittadinanza: che c’entrano i Francescani? La Chiesa non entra nelle querelle politiche”.

Parole, quelle che arrivano dalla Santa Sede, che di fatto frenano le ambizioni del leader M5S di essere interlocutore delle alte gerarchie cattoliche. Anche perché è il contesto in cui Parolin parla ad avere una certa importanza: quella Assisi dove, venerdì, Grillo si è recato a visitare la Tomba di San Francesco e dove, ieri, è terminata la marcia pentastellata.

Mentre, rumors interni al Movimento davano per probabile un incontro tra Grillo e il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, nella giornata di oggi, già caratterizzata dalla messa solenne d’inaugurazione del Santuario della Spoliazione alla quale ha partecipato proprio Parolin.

L’incontro non c’è stato mentre, al Corsera, Sorrentino ha lanciato un monito chiaro: “La ricerca del consenso fa parte delle logiche della politica, ma la Chiesa deve stare attenta a non farsi strumentalizzare”. L’avvicinamento tra M5S e Chiesa – dopo l’intervista di Grillo ad “Avvenire” nell’aprile scorso – sembra insomma perlomeno rimandato. Il leader M5S si limita a lasciare Perugia in mattinata dicendosi d’accordo con il vescovo umbro: “certo” che la Chiesa non deve essere strumentalizzata, sottolinea Grillo che, allo stesso tempo interviene anche sul tema delle intercettazioni.

“La verità è sempre nel mezzo. Io non le temo, ma capisco che ci siano dei problemi ad essere sparati sui giornali”, spiega l’ex comico usando toni ben diversi da quando, sul caso Trivellopoli, il suo blog chiedeva di pubblicare tutte le intercettazioni relative al caso che provocò le dimissioni del ministro Guidi.

Tutti segni, questi, di un più generale ammorbidimento dell’atteggiamento M5S in vista della campagna elettorale. Nel frattempo, per le amministrative dell’11 giugno – per le quali Grillo potrebbe spendersi solo alle ultime battute e in qualche Comune – è Luigi Di Maio a sostenere in prima persona i candidati a 5 stelle in una tornata che si preannuncia difficile per il Movimento.

Quello stesso Di Maio che, domani, figura tra i relatori della presentazione, al Centro Studi Americani, di un volume di Vito Cozzoli insieme a Gianni Letta, Maria Elena Boschi, Maurizio Lupi e al presidente di Leonardo Giovanni De Gennaro. Un parterre che, fino a qualche tempo fa, il M5S avrebbe solo contestato.

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