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Vedova Mennea contro Beppe Grillo: “Pietro mai contro Olimpiadi a Roma”

ROMA – La vedova di Pietro Mennea, Manuela Olivieri, contro Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle: “Mio marito non è mai stato contro le Olimpiadi a Roma nel 2024”. Lo afferma in una lettera indirizzata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, di cui Alessandro Trocino sul Corriere della Sera, riporta ampi stralci, dopo che il nome de “La Freccia del Sud” è stato arruolato dai pentastellati tra i contrari ai Giochi.

I grillini si sono rifatti al libro “I costi delle Olimpiadi”, scritto dall’atleta nel 2012, un anno prima di morire. In quel volume il campione olimpico denunciava il rischio di speculazioni sulle possibili Olimpiadi annunciate per il 2020.

Manuela Oliveri, spiega Trocino sul Corriere della Sera, sottolinea come mai il marito si sia espresso sulla candidatura di Roma 2024, “perché mai lo ha potuto fare, a causa della sua prematura scomparsa”. E sottolinea:

“Nessuno, nemmeno io, che pure ho ben chiaro che cosa Pietro pensasse, è autorizzato a scrivere per suo conto”.

Poi spiega il senso di quel libro:

“Lui era contro un certo tipo di Olimpiadi. Quelle del gigantismo, della corruzione, quelle che non tutelano i diritti degli atleti e non combattono la diffusione del doping. Quando iniziava un intervento su questo spinoso argomento, diceva sempre la stessa frase: ‘Io non potrò mai essere contrario ai Giochi olimpici, io che ne ho disputati cinque. Però…'”.

Oliveri, in altre parole, sostiene che la critica di Mennea non era alle Olimpiadi a Roma tout court, ma spiega Trocino, all’opportunità di farlo in quel momento storico. Lo spiegò lui stesso in una intervista al Corriere della Sera del gennaio del 2012 a proposito dei Giochi del 2020: “Oggi non è pensabile chiedere di organizzare i Giochi. Siamo un Paese senza sangue, devastato da una crisi economica spaventosa”.


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