Blitz quotidiano
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Verdelli irride Capaci, Anzaldi scrive a Maggioni-Dall’Orto

ROMA – Verdelli irride Capaci, Anzaldi scrive a Maggioni-Dall’Orto. Strascichi di polemica istituzionale dell’intervista di Bruno Vespa al figlio di Totò Riina su Rai Uno: il commissario della Vigilanza Michele Anzaldi mette sul banco degli imputati il responsabile ultimo, il direttore editoriale Carlo Verdelli, una sorta di supervisore unico di tutta l’informazione Rai, reo di aver aggiunto veleno ai veleni criticando il monumento alle vittime della strage di Capaci, definito “un’infamia per le vittime” (da un punto di vista estetico/logistico ma inappropriato per toni e superficialità proprio durante l’audizione in Commissione Vigilanza).

Anzaldi ha scritto una lettera aperta sul sito de La Stampa al direttore generale Campo Dall’Orto e alla presidente della Rai Monica Maggioni per chieder conto di questo supplemento di arroganza e insensibilità nei confronti della lotta alla mafia, dei suoi simboli, dei suoi martiri. Cioè, messi tutti in fila, una serie di scivoloni che cominciano con la discutibile opportunità di offrire una tribuna del Servizio Pubblico al figlio del capo dei capi della Mafia, di avergli fatto sottoscrivere una liberatoria dopo e non prima della trasmissione (garantendogli una certa comodità dialettica anche per inviare messaggi mafiosi in codice), di aver replicato il disastro del precedente Casamonica, di aver offeso le vittime della Mafia con commenti liquidatori… Anzaldi, nella lettera, chiede ai vertici Maggioni-Dall’Orto, invero piuttosto reticenti, di battere un colpo se esistono.

“In questi giorni si è scritta una brutta pagina di informazione: i vertici della Rai non sentono l’opportunità di mettere fine a polemiche e indignazione, lanciando un messaggio finalmente chiaro e deciso? Sarebbe bello, ad esempio, sapere cosa ne pensano Maggioni e Campo Dall’Orto del monumento di Capaci così ingiustamente denigrato da Verdelli”.

“Si fatica a comprendere come mai ancora oggi, lo ha ribadito autorevolmente la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, dal servizio pubblico non siano arrivate le scuse per quell’intervista che ha indignato i familiari delle vittime, le istituzioni e i cittadini. Che risposta danno il presidente e il direttore generale Rai alla richiesta di scuse che arriva dal parlamento? Quello stesso parlamento che ha dato il via libera alla nomina della presidente Maggioni e dell’intero consiglio di amministrazione”.

“Che c’entra la censura con le legittime critiche a un’intervista che ha scatenato perplessità e ha permesso, secondo autorevoli conoscitori di Cosa Nostra, di inviare messaggi mafiosi? Certamente risultano ancora più incomprensibili e preoccupanti le affermazioni del direttore dell’offerta informativa Rai Carlo Verdelli in occasione dell’audizione in Vigilanza su un luogo storico e simbolico della lotta alla mafia” come il monumento di Capaci.

“Forse – sottolinea – per il neo direttore Verdelli si è trattato di un scivolone, ma in questo caso le scuse sarebbero un atto dovuto anche nei confronti dei tanti italiani e stranieri che ogni anno eleggono questo monumento come luogo di memoria, di silenzio, riflessione e conforto”. (Michele Anzaldi, lettera aperta su La Stampa.it)