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Vincenzo De Luca assolto al processo Sea Park umilia Rosi Bindi: “Impresentabili? Avventurosa parlamentare”

SALERNO – L’ex sindaco di Salerno e attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca (Pd), e altri 41 imputati tra tecnici, funzionari comunali ed imprenditori sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” dalla seconda sezione penale del tribunale di Salerno nel processo Sea Park, relativo a presunte irregolarità nell’iter per la realizzazione di un parco acquatico, poi mai ultimato, nella città campana. De Luca era accusato di associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio. Lo stesso pubblico ministero Vincenzo Montemurro aveva chiesto nell’aprile scorso l’assoluzione di tutti gli imputati.

Vincenzo De Luca ha subito commentato l’assoluzione nel processo Sea Park e chiamato in causa, senza nominarla, la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi. “Assoluzione piena dopo 18 anni. Esprimo piena soddisfazione e rispetto per la magistratura, scrive su Twitter. Era questa la vicenda per cui una avventurosa parlamentare ci aveva presentato come ‘impresentabili’. Oggi ci presentiamo a testa alta”.

Il riferimento di De Luca è alla lista degli “impresentabili” che venne stilata nel maggio del 2015 dalla Commissione Antimafia presieduta da Bindi con i nomi di sedici candidati alle elezioni regionali che avevano procedimenti in corso.

La vicenda degli “impresentabili” segnò un altissimo momento di tensione nel Pd. De Luca definì “infame ed eversiva” l’iniziativa della collega di partito, arrivando addirittura a presentare una denuncia-querela contro Bindi, poi archiviata dal gip di Roma.

Secondo l’ex sindaco di Salerno, Bindi aveva “danneggiato in maniera pesante e consapevole il Pd a 24 ore da un voto importante. Nei Paesi civili che si rispettano impresentabili sono coloro che hanno una condanna definitiva, e non quelli che stanno sullo stomaco a qualcuno”. Accuse “inaccettabili” secondo la presidente dell’Antimafia, che riscosse ampia solidarietà tra i colleghi di partito e chiese l’intervento degli organi interni di garanzia del Pd: “Le accuse che ci sono state rivolte non sono un fatto personale ma toccano il cuore delle istituzioni”.