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Virginia Raggi “boicottata” da Wikipedia. No pagina perché… no sindaco

ROMA – Wikipedia “boicotta” Virginia Raggi, la candidata del Movimento 5 Stelle come sindaco di Roma che ha vinto con molto margine il primo turno alle elezioni amministrative. Se infatti cercate sull’encicolpedia online informazioni sulla candidata grillina non ne troverete. Almeno non in italiano. Qualcosa c’è in spagnolo o in russo. E c’è invece una voce dedicata al suo avversario, Roberto Giachetti. Così come c’è una voce per tanti esponenti politici.

Quella di Virginia Raggi, spiegano da Wikipedia, ci sarà, forse, un giorno. Ma solo se la candidata M5s vincerà al ballottaggio. Perché hanno detto gli amministratori replicando a chi denuncia una violazione della par condicio, “Se ne riparla eventualmente dopo il ballottaggio, a seconda del risultato —. Prima, no. Per inciso: Wikipedia è una enciclopedia e non un servizio giornalistico e in quanto tale non è soggetta alla par condicio”.

Spiega sul Corriere della Sera  Emanuele Buzzi:

E proprio dai paletti fissati dalla comunità che dà vita alle voci di Wikipedia nasce il paradosso che riguarda Raggi. «Le regole sulla presenza di esponenti politici su Wikipedia risalgono addirittura al 2008, quando l’enciclopedia cominciò a essere famosa e quindi c’era chi voleva sfruttarla a fini elettorali — spiega Maurizio Codogno, wikipediano di lunga data —. La comunità scelse di limitarsi a parlamentari nazionali e sindaci dei capoluoghi di provincia, pensando che i candidati sindaco non avessero rilevanza prima di venire eventualmente eletti. Dopo il 2013, con i casi di Pizzarotti a Parma e Accorinti a Messina, si fece una nuova discussione, ma il consenso finale fu di non cambiare le regole». In altre parole, per ora, Raggi non è politicamente rilevante secondo le norme vigenti per avere una propria pagina. E come lei anche, per citare altri casi, Lucia Borgonzoni (al ballottaggio a Bologna) o Chiara Appendino (a Torino). Lo scopo della comunità è duplice: evitare che la pagina dei candidati venga strumentalizzata durante la campagna elettorale.