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Virginia Raggi deve mollare De Dominicis. E’ indagato anche lui

ROMA – Due asri indagati. Per sapere di Paola Muraro ci sono voluti due mesi, per sapere di Raffaele De Dominicis, invece, sono bastati pochi giorni. Appena ieri Virginia Raggi lo aveva difeso strenuamente di fronte alle pressioni di Beppe Grillo e del Direttorio M5s che lo voleva fuori. Soltanto poche ora dopo, però, la Raggi lo ha silurato. Con un comunicato laconico: spiegando che non poteva fare l’asre e che non sarebbe stato destinato ad altro incarico.

Passa qualche altra ora e si capisce il perché. Spiega l’agenzia Ansa che:

L’ex magistrato e ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio Raffaele de Dominicis risulta indagato dalla procura di Roma per il reato di abuso d’ufficio.

A questo punto, per Virginia Raggi,  due asri indagati diventano troppi. E De Domincis, che nel frattempo si era pronunciato persino a favore delle Olimpiadi, viene sacrificato.

Così Raggi aveva annunciato il tutto:

“In queste ore ho appreso che l’ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio in base ai requisiti previsti dal M5S non può più assumere l’incarico di asre al Bilancio della giunta capitolina, pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico. Siamo già al lavoro per individuare una nuova figura che possa dare un contributo al programma della giunta su Roma”.

Quella di De Dominicis è stata da subito una delle scelte più contestate della Raggi anche all’interno di M5s. Complice proprio il diretto interessato che, in una intervista subito dopo la nomina aveva  ammesso di avere accettato l’incarico in Campidoglio “perché un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho deciso di mettermi a disposizione”. Pieremilio Sammarco, amministrativista e titolare di un noto studio a Roma, è il fratello di Alessandro, avvocato penalista con un passato presso lo studio di Cesare Previti, dove la Raggi ha svolto parte del praticantato.

L’annuncio del taglio di De Dominicis, che “non sarà destinato a nessun altro incarico”, giunge dopo la resa dei conti tra Raggi e il direttorio del Movimento 5 stelle. Mercoledì 7 settembre a Roma è arrivato anche Beppe Grillo, che però non ha voluto incontrare la sindaca. Nelle stesse ore cadevano le prime teste, quelle dei fedelissimi di Raggi Raffaele Marra e Salvatore Romeo, e saltava il mini-direttorio romano del Movimento 5 stelle, formato da Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli.