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Virginia Raggi e i campi rom: era un piano, non un ordine. La Barbuta e Monachina sgomberati tra 2 anni

Virginia Raggi e i campi rom: era un piano, non un ordine. La Barbuta e Monachina sgomberati tra 2 anni

Virginia Raggi e i campi rom: era un piano, non un ordine. La Barbuta e Monachina sgomberati tra 2 anni

ROMA – Virginia Raggi e i campi rom: era un piano, non un ordine. La Barbuta e Monachina sgomberati tra 2 anni. Chiudiamo i campi rom, iniziando dagli insediamenti a La Barbuta e Monachina, ha annunciato non senza enfasi la sindaca di Roma Virginia Raggi. Chiudiamo i campi, sì, ma quando? L’annuncio non riguarda un ordine, tanto meno esecutivo, di sgombero. Non significa cioè che domani o fra una settimana inizieranno le operazioni di smantellamento delle strutture.

Quello annunciato da Raggi è un progetto, un piano anche serio di cui ci sarà tempo per valutarne l’efficacia: prevede un superamento dei campi nel medio-lungo termine, tre anni, con lo sgombero di La Barbuta e Monachina entro due anni. Un piano che può contare su 3,8 milioni di fondi europei e si basa su due capisaldi: case popolari e contributo per l’affitto, ma per un massimo di due anni e solo a chi ne ha diritto in base a reddito e composizione familiare. Quello che sindaco e assessore chiamano “accompagnamento all’abitare”.

“Il percorso che si intende percorrere a Roma poggia su 4 assi: scolarizzazione, occupazione, salute, abitazione. Sono previste per questo misure temporanee di sostegno alle persone Rom Sinti e Caminanti in condizioni di fragilità che accompagnino il processo di superamento dei campi – ha spiegato la sindaca – Per ciascuna persona o famiglia dovrà essere sottoscritto un Patto di Responsabilità con Roma Capitale da parte del capofamiglia che definisce diritti e doveri”.

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