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Virginia Raggi, incarichi da 13mila€ alla Asl Civitavecchia e…

ROMA –  A Roma la campagna elettorale per i ballottaggi, che contrappone Pd e M5s, si chiude tra i veleni. Per la notizia, data dal Fatto quotidiano, di una consulenza ottenuta dalla candidata grillina Virginia Raggi al comune di Civitavecchia. Gli incarichi per l’esattezza sarebbero due, uno nel 2012 e uno nel 2014, come legale di recupero crediti alla Asl di Civitavecchia. L’azienda sanitaria locale, come riporta il Fatto Quotidiano, aveva affidato all’avvocato Raggi il compito di recuperare una somma pari a 860 mila euro. Per quelle prestazioni la candidata M5s avrebbe incassato finora solo un acconto di 1878 euro. Ma la parcella, ben più sostanziosa, ammonterebbe a 13 mila euro: 8000 per il primo incarico e 5000 per il secondo, risalente al 2014, quando cioè era già consigliera al Campidoglio.

L’ha tenuta nascosta per tre anni violando la legge Severino, denuncia il Pd. “Ha mentito e commesso un reato”, incalza il suo avversario Roberto Giachetti. Ma Raggi sostiene che “questa è l’ultima goccia di fango” contro di lei prima del ballottaggio. “Continuano ad attaccarmi sul mio lavoro perché non hanno argomenti. Noi siamo più forti ed andiamo avanti. Mancano 48 ore e avremo finalmente la possibilità di voltare pagina”.

A onor del vero, se così fosse, nell’ultimo caso, la Raggi già consigliera al Campidoglio, avrebbe assunto l’incarico nonostante non facesse parte dell’albo di professionisti istituito nel novembre 2012 da cui, per regolamento, bisogna scegliere i nomi dei legali a cui rivolgersi.

Alfonso Sabella, ex magistrato e asre nella giunta Marino già annunciato nella squadra di Giachetti in caso di vittoria, sull’Huffington Post è fiscalissimo:

“L’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all’ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico. Fui io a controllare le autocertificazioni e la Raggi dichiara l’incarico dopo che iniziano i controlli, non prima -dice Sabella- Quello che mi colpisce è che la Raggi dichiara il suo incarico del 2012 solo nel 2015, cioè dopo che scoppia Mafia Capitale e dopo che, arrivato in Campidoglio, tra le prime cose che faccio c’è quella di controllare le autocertificazioni. La Raggi non dichiara l’incarico del 2012 né nel 2013, quando diventa consigliere comunale, né nel 2014. Ma solo nel 2015, dopo che è scoppiata Mafia Capitale e dopo che io iniziai a verificare le autocertificazioni”.

D’altro canto puzza un po’ la tempistica con cui la notizia sia venuta a galla. Tra Raggi e Giachetti al primo turno la distanza era di oltre dieci punti, perciò il M5s crede nella vittoria: “Se entriamo in quelle stanze per loro è finita”, scandisce da Ostia la candidata grillina, che potrebbe essere il primo sindaco donna di Roma. Ma Giachetti punta al sorpasso: “Noi facciamo cambiamento con fatti concreti”.