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Virginia Raggi nell’azienda legata a Gianni Alemanno

ROMA – Virginia Raggi nell’azienda legata a Gianni Alemanno. Il passato (di destra?) del candidato sindaco M5s a Roma Virginia Raggi continua a far discutere e non poco i giornali. Dopo il praticantato nello studio di Cesare Previti e la vbufala tirata fuori da L’Unità con oggetto la sua presunta (ma falsa) presenza nel video “meno male che Silvio c’è) ora spunta un collegamento con una società legata all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

A parlarne nel dettaglio è Ernesto Menicucci per il Corriere della Sera. 

Tra il 2008 e il 2009, è stata anche presidente di una società, la Hgr, operante nel settore del recupero crediti, della quale era ad e proprietaria dell’80% delle quote Gloria Rojo. Nome noto alle cronache per essere una dei 41 assunti della Parentopoli all’Ama, l’azienda romana dei rifiuti. Una black list composta da amici, parenti, personaggi legati al mondo del centrodestra, che entrò in società sotto l’allora ad Franco Panzironi, ancora in carcere per Mafia Capitale, «fedelissimo» di Gianni Alemanno, fondatore e tesoriere della fondazione dell’ex sindaco Nuova Italia. Secondo i giudici del Tribunale, quelle assunzioni erano irregolari, Panzironi è stato condannato a maggio 2015 in primo grado a 5 anni e tre mesi e insieme a lui sono stati condannati anche alcuni dirigenti di Ama. Sentenza che ha dato la possibilità ad Ignazio Marino, da sindaco, di chiedere alla municipalizzata di licenziare quei 41, cosa avvenuta a dicembre dello scorso anno. La Rojo era tra questi, e il fatto che la Raggi abbia lavorato con una società a lei riconducibile ha alimentato nuove polemiche.

Al Pd non è parso vero di trovare un lato dove attaccare la Raggi.  Il primo ad affondare è stato Stefano Esposito, senatore, ex asre ai Trasporti nell’ultima giunta di Marino: “Prima il silenzio su Previti, ora spunta il Cda della società vicina ad Alemanno. Le amnesie sul “nero” cominciano ad essere troppe da parte del candidato “trasparente” del M5S. Qualche parola di chiarezza sarebbe forse necessaria”.

La difesa della Raggi la riporta sempre Menicucci:

Lei, la Raggi (che, per inciso, nel Movimento è conosciuta per essere una vicina alla sinistra…), risponde a metà pomeriggio con un post sul suo profilo «politico» (ne ha anche uno personale) su Facebook, che in pochi giorni ha già raggiunto oltre 100 mila followers: «Nello svolgimento del mio lavoro con lo studio Sammarco — dice Raggi — mi è stato chiesto di svolgere un ruolo tecnico e di rappresentanza per una società cliente dello studio, la Hgr, senza percepire alcun compenso. Una comune prassi professionale: sono stata presidente di garanzia per Hgr fin quando la società è rimasta cliente dello studio Sammarco. Una volta cessato il rapporto, ho lasciato l’incarico. La Rojo la conobbi proprio come cliente dello studio». Raggi replica anche agli attacchi politici: «Al Pd consiglio cautela. Le state provando tutte, lo capisco, vi sentite sgretolare la terra sotto ai piedi, ma noi non arretriamo di un centimetro. Anzi».