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Virginia Raggi non cancella i manifesti contro la Fedeli

Virginia Raggi non cancella i manifesti contro la Fedeli

Virginia Raggi non cancella i manifesti contro la Fedeli

ROMA – “Per fare il professore ci vogliono laurea, abilitazione e concorso. Per fare il ministro dell’istruzione terza media, amicizie e molte bugie…”. Questi i manifesti comparsi a Roma da diversi giorni, contro il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, in carica ma senza la laurea. Manifesti che, come detto, sono apparsi diversi giorni fa e che ancora non sono stati tolti nonostante siano abusivi.  Il Campidoglio infatti, che dovrebbe incaricarsi di ricoprirli come si fa con tutte le affissioni non autorizzate, si muove a rilento.

Nel centro alcuni manifesti sono stati coperti ma nella maggior parte della città è tutto ancora come tre giorni fa. Gli indiziati dell’iniziativa contro la ministra sono molti. Ma il colpevole, per ora, non c’è. Potrebbe essere qualcuno dell’opposizione, ma anche qualche qualche organizzazione di professori rimasti delusi dalla riforma scuola e soprattutto ancora senza un contratto. Ad ogni modo per ora il sindaco Virginia Raggi, che ovviamente avrà cose più importanti a cui pensare, ancora li sta lasciando affissi. Chissà se al posto della Fedeli ci fosse stato qualcuno di M5S…

San raffaele

“Attacchi mediocri e vigliacchi”, secondo il Pd che ha immediatamente preso le difese della neo titolare del ministero. “La macchina del fango contro la ministra Fedeli – afferma la senatrice del Pd responsabile Scuola del partito, Francesca Puglisi – sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale. Valeria Fedeli ha maturato un’esperienza politico-istituzionale di tutto rispetto. Ha mostrato serietà e capacità. Riguardo alla vicenda, della laurea ha ammesso la leggerezza nell’aver lasciato che comparisse l’espressione ‘diploma di laurea’ sul sito. Il premier Paolo Gentiloni le ha confermato piena fiducia per il suo incarico al governo. Si lasci il ministro lavorare e si giudichi serenamente il suo lavoro al Miur, sul campo dunque, senza cercare la polemica ad ogni costo, e perfino usando strumenti mediocri e vigliacchi“.

 

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