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Virginia Raggi, Procura indaga su nomina Raineri

ROMA – Non sono bastate a placare la bufera, le dimissioni irrevocabili del capo di gabinetto della Giunta Raggi, il giudice Carla Romana Raineri. La sua nomina sarà ora oggetto di accertamenti anche da parte della Procura e ciò sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d’Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella del capo della segreteria del sindaco, Salvatore Romeo.

Tutto è cominciato con le polemiche sullo stipendio di Raineri, ritenuto troppo alto dagli antagonisti di M5s, specie per un partito che del taglio di fondi alla Casta ha fatto slogan e sostanza. Ma per i grillini quei 193 mila euro lordi l’anno assicurati al magistrato erano solo “lo stesso trattamento economico che percepiva in precedenza”. Poi in un post diffuso nella notte, la sindaca indica in un parere chiesto all’Autorità Anticorruzione la ragione delle revoca dell’incarico alla capo di gabinetto che sarebbe stato deliberato stamattina. Con Raineri si è dimesso l’asre al Bilancio Marcello Minenna, “uomo-Consob” e figura chiave della giunta Raggi, che aveva accorpato le deleghe al bilancio, alle partecipate e al patrimonio.

In sostanza, l’Anac avrebbe ritenuto sbagliata la procedura adottata per le nomine e l’entità dello stipendio assegnato ai nuovi vertici del Campidoglio. Critiche non sono mancate dal Pd che parla di “flop a 5 Stelle”. Mentre Renzi, intervistato da Rtl se ne sta saggiamente alla larga: “Dimissioni al Comune di Roma? Non metto bocca”.

A poco più di due mesi dall’insediamento, dunque, la sindaca Virginia Raggi si ingarburglia sempre più attorno al nodo nomine e relativi emolumenti. Il ruolo di capo di gabinetto aveva già fatto affiorare dispute interne al Movimento, con la nomina di Daniele Frongia, braccio destro della sindaca poi spostato nel ruolo di vicesindaco.

Dopo di lui, si ragionò a lungo su Daniela Morgante, magistrato della Corte dei Conti e già nella giunta di Ignazio Marino. Morgante ebbe anche un incontro con la stessa sindaca ma poi la sua nomina cadde nel vuoto, sempre con polemiche. Al suo posto si preferì Carla Romana Raineri, un altro magistrato che aveva già collaborato con il commissario Francesco Paolo Tronca e con l’ormai ex asre al bilancio Marcello Minenna.

Oggi è arrivata la notizia del suo addio e delle concomitanti dimissioni di Minenna. Quindi la poltrona dovrà essere nuovamente riassegnata. I ripensamenti non sono mancati anche per il ruolo del vicecapo di gabinetto vicario. In prima battuta questo incarico era stato assegnato a Raffaele Marra, dirigente pubblico che in passato aveva lavorato anche con Gianni Alemanno e Renata Polverini. La sua scelta non era andata giù al Movimento ed anche lui era stato revocato come vicario.