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Virginia Raggi: “Roma, rischio sanitario”. Muraro, respinta mozione sfiducia

ROMA – Virginia Raggi dice che l’emergenza rifiuti a Roma porta a un rischio sanitario imminente. Il sindaco, nel consiglio comunale straordinario, coglie l’occasione per difendere l’asre all’Ambiente Paola Muraro, che è già stata in passato consulente di Ama (la municipalizzata che si occupa dei rifiuti) e che avrebbe avuto contatti con Salvatore Buzzi (uno dei principali accusati di Mafia Capitale): “E’ molto competente, ha permesso ad Ama di risparmiare grosse cifre”. E poi contrattacca: “Sarà troppo scomoda?”.

Nel pomeriggio del 10 agosto intanto l’Aula Giulio Cesare, presieduta dal Marcello De Vito (M5s), ha respinto, con 24 voti contrari e 5 favorevoli, l’ordine del giorno presentato da FdI sulla ‘sfiducia’ all’asre all’Ambiente Paola Muraro. L’odg chiedeva alla sindaca di revocare l’incarico di asre concesso a Paola Muraro.

Ecco i passaggi più significativi del discorso della Raggi:

Emergenza sanitaria.

“Oggi in primo luogo occorre affrontare la crisi dei prossimi sei mesi in cui ci hanno trascinato. Noi siamo chiamati a fronteggiare uno stato di crisi sistemica con scarse risorse e tempi estremamente ridotti, dovendo sempre lavorare con il rischio sanitario dietro l’angolo”.

Di chi è la colpa?

“I romani sanno bene chi ha ridotto la città in questo modo e ci sono vicini nel cambiamento. Il rispetto è e deve rimanere alla base del confronto politico e democratico”. Raggi nel suo intervento ha ricordato diverse tappe passate del nodo rifiuti di Roma. Ad esempio ha ricordato che “il gassificatore di Malagrotta, di proprietà di Cerroni, è stato autorizzato con la prima firma di Storace e poi confermato dall’amministrazione Marino (vedasi verbale di chiusura conferenza dei servizi).

Ad oggi il Governo Renzi lo considera come un obiettivo strategico. Parallelamente Marino, non autorizza la sua Azienda AMA a realizzare un centro di trasferenza nel sito di proprietà AMA stessa di Ponte Malnome (a due passi dal gassificatore di cui sopra) richiesto solo per i periodi di crisi. Che facciamo? Si aiuta il privato e non il pubblico? Non trovate che sia piuttosto singolare?”. Raggi ha sottolineato che “tutta l’impiantistica Ama di trattamento e valorizzazione della raccolta differenziata non ha avuto seguito mentre dall’altra parte nascevano gassificatori ed inceneritori e si ampliavano lotti in coltivazione discarica. Se non fosse da piangere sarebbe da ridere per tanta insipienza”.

La difesa di Paola Muraro.

“Non si può eccepire che non sia competente, forse è diventata troppo scomoda?”. “I compensi (di Paola Muraro nei suoi incarichi svolti per Ama) ammontano a circa 1,1 milione di euro lordi, comprensivi di Iva e spese per lo svolgimento dell’incarico tecnico nell’arco di 12 anni. Tale somma comprende anche il compenso per il lodo arbitrale contro Cerroni in qualità di consulente di parte. In epoca Marino si è proceduto ad un aumento del compenso professionale passando dagli 82 mila lordi a 107 mila euro lordi e nel 2015, sempre sotto Marino, a 115 mila euro lordi. Ringrazi il suo precedente sindaco, non noi. Inoltre rappresento che lo stipendio di un dirigente è molto più alto. Da verifiche fatte su altri consulenti Ama l’importo corrisposto alla Muraro in 12 anni rientra tra quelli di un normale mercato professionale. Scandaloso è invece che altri consulenti Ama abbiano percepito compensi ben più onerosi e, fatto salvo il M5S, nessuno ha pensato di sollevare il caso”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi parlando in Aula Giulio Cesare dell’asre Paola Muraro in risposta ad un’interrogazione del Pd.

“L’asra ha consentito ad Ama di risparmiare ben oltre 900 milioni di euro per il lodo Ama-Colari: 900 milioni di euro risparmiati ad Ama grazie a questa consulente, il tutto con i complimenti dell’ex presidente Fortini”.