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Vitalizio: quelli che lo prendono grosso (5-10mila euro): Mastella, D’Alema, De Mita

Vitalizio: quelli che lo prendono grosso (7-10mila euro): Mastella, D'Alema, De Mita

Vitalizio: quelli che lo prendono grosso (7-10mila euro): Mastella, D’Alema, De Mita

ROMA – C’è chi prende un grosso vitalizio tra politici ed ex politici italiani. Si parla di cifre che vanno dai 7mila ai 10mila euro al mese e tra questi ci sono Clemente Mastella e Publio Fiori. Cifre sopra i 5mila euro anche per Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Ciriaco De Mita e Piero Fassino. “Ce lo siamo guadagnato”, dice Mastella ricordando di aver pagato i suoi contributi, ma i vitalizi non passano certo inosservati.

Dino Martirano sul Corriere della Sera scrive che la stangata sta per arrivare dopo l’approvazione della proposta del Pd che introduce un contributo di solidarietà progressivo per i vitalizi superiori ai 70mila euro lordi, ma c’è chi punta il dito contro il Movimento 5 stelle, dichiarando che si scende nel populismo. Intanto però Martirano parla di “paperoni” in Parlamento, con vitalizi che superano i 5mila euro:

“E desta un certo interesse l’assegno record di 10.131 euro e 67 centesimi percepito dall’ex dc Publio Fiori che in Parlamento è rimasto per 35 anni. Poi ci sono nella classifica alta anche i tre ex segretari dei Ds: Massimo D’Alema (5.223), Walter Veltroni (5.504) e Piero Fassino (5.256): pure loro hanno molti anni di Parlamento alle spalle, così come l’ex dc Paolo Cirino Pomicino (5.411), l’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita (5.862) e l’ex Guardasigilli Clemente Mastella (6.939,81): «Ho pagato molti contributi perché non dovrei prendere il vitalizio», ha detto alla «Stampa» il sindaco Benevento che difende a spada tratta l’istituto del vitalizio.

Formidabili erano anche gli anni ‘80 quando l’ex leader del Movimento studentesco, Mario Capanna, diventa prima eurodeputato (nel 1979) e poi deputato nazionale: per Capanna oggi c’è un vitalizio di 3.026 euro che lui ha difeso con i denti nel corso di una recente rissa televisiva con Massimo Giletti, sostenendo di averne pienamente diritto e di aver pure rinunciato al vitalizio del Parlamento europeo”.

La lista degli assegni è lunga anche per gli ex parlamentari, mentre Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio continuano a gridare allo “schifo dei privilegi dei parlamentari”:

“Peppino Calderisi — ex radicale poi passato ai partiti di centrodestra — ha nel suo curriculum molti anni trascorsi in Parlamento e oggi, che percepisce un assegno di 5.459 euro, si adegua al nuovo contributo ma ritiene che il «combinato disposto della “nuova tassa” e di quelle preesistenti produca un effetto iniquo…» E poi, conclude Calderisi, «da quando la politica non è più appannaggio solo dei ricchi il vitalizio è stato introdotto a tutela dell’autonomia dei parlamentari. Non è solo questione di casta. E di privilegi…»”.

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