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Voucher, sì all’abolizione. Salta il referendum Cgil sul Jobs Act

Voucher, sì all'abolizione. Salta il referendum Cgil

Voucher, sì all’abolizione. Salta il referendum Cgil

ROMA – La commissione Lavoro della Camera ha approvato l‘eliminazione dei voucher, votando a favore dell’emendamento che abroga gli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act dedicati al lavoro accessorio. L’emendamento prevede anche un periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2017) in cui si potrà continuare ad utilizzare i buoni lavoro già acquistati.

Il governo, nel Consiglio dei ministri di venerdì 17, dovrebbe tradurre in decreto questa decisione della commissione, di conseguenza dall’entrata in vigore dello stesso i buoni lavoro non potranno più essere venduti. In questo caso si eviterà il referendum indetto dalla Cgil contro il Jobs Act di Giuliano Poletti.

Oltre al Partito democratico, in commissione Lavoro della Camera hanno votato a favore dell’emendamento che elimina i voucher anche Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle e Civici e Innovatori. I rappresentanti del Nuovo Centro Destra erano assenti, mentre Lega, Fratelli d’Italia e Ala si sono astenuti.

Il referendum indetto dalla Cgil per il 28 maggio prossimo era già stato in gran parte “svuotato” dalla decisione della Corte Costituzionale di invalidare il quesito più politicamente pesante dei tre, quello sulla reintroduzione dei limiti per i licenziamenti senza giusta causa così come previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori prima del Jobs Act. Adesso, se il governo tradurrà effettivamente in decreto la decisione della Commissione Lavoro il referendum perderà qualunque senso.

La Cgil si prepara così a cantare vittoria. Se l’intervento dell’esecutivo, dice il segretario generale Susanna Camusso, “dovesse corrispondere” al quesito referendario “lo considereremmo uno straordinario risultato ma, come noto, deve essere una legge”.

 

 

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