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Zanda replica a Bonaiuti e va contro Berlusconi

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ZandaIl vice presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda si è detto «profondamente insoddisfatto» per la risposta alla sua interpellanza in Senato del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e anche per l’assenza del Presidente del Consiglio, nell’aula di Palazzo Madama.

Secondo Zanda Berlusconi è «fuggito dalle sue personali responsabilità politiche» e «ha così esplicitamente confessato di non essere in grado di escludere davanti al Parlamento che la sua condotta abbia messo a rischio la sicurezza del nostro Paese e prodotto una gigantesca caduta della considerazione internazionale di cui la gran parte dei governanti italiani prima d’ora ha sempre goduto».

«La questione principale posta nell’interpellanza urgente presentata da 35 senatori del Pd – spiega ancora Zanda – è quella della sicurezza nazionale, della potenziale ricattabilità del Primo Ministro italiano e dei rischi a cui potrebbero essere state esposte tutte quelle informazioni, anche segretissime, contenute nei dossier che Berlusconi è tenuto ad esaminare e che riguardano la difesa del nostro Paese e gli impegni cui siamo tenuti per l’appartenenza alla Nato».

«Ma la questione -aggiunge- riguarda anche la sicurezza economica dell’Italia. Ad esempio, la delicatezza e la vulnerabilità della nostra posizione, ricordata anche dall’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia), per i rifornimenti energetici e i nostri rapporti con mercati delicati come quelli della Russia e della Libia. Non è difficile comprendere come a un uomo di governo che tratta in prima persona affari di questa natura e di tale consistenza economica e geopolitica, venga richiesto di non ricevere a casa sua decine di donne sconosciute con tanto di registratori e di macchine fotografiche».


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