Politica Mondo

“Assad non usò armi chimiche, Trump lo sapeva ma bombardò lo stesso”: Hersh imbarazza gli Usa

"Assad non usò armi chimiche, Trump lo sapeva ma bombardò lo stesso": Hersh imbarazza gli Usa

“Assad non usò armi chimiche, Trump lo sapeva ma bombardò lo stesso”: Hersh imbarazza gli Usa

DAMASCO – “Il 4 aprile 2017 non ci sarebbe stato nessun attacco chimico in Siria e Trump lo sapeva”. Il blog di Beppe Grillo riporta le parole scritte dal quotidiano Die Welt, in un articolo del giornalista, scrittore e vincitore del premio Pulitzer Seymour M. Hersh, pubblicato il 25 giugno. Secondo Hersh, Trump era stato avvisato della mancanza di prove sull’uso di gas sarin da parte di Damasco. Ma ha deciso comunque di bombardare la base di Al Shayrat con 59 missili Tomahawk.

A Trump – si legge nel pezzo dal titolo “La Linea rossa di Trump” – sarebbero anche stati riferiti diversi dubbi sull’autenticità delle foto che, nelle ore successive alla strage, iniziarono a circolare in rete. Immagini promosse e sponsorizzate soprattutto dai “caschi bianchi”. Malgrado ciò, il presidente Usa decise comunque di rispondere con violenza, bombardando la base di Al Shayrat con 59 missili Tomahawk e segnando così una svolta alla sua presidenza e a sei anni di guerra in Siria.

La notizia assume estrema rilevanza all’indomani del monito arrivato dalla Casa Bianca, che in una dichiarazione ufficiale ha messo in guardia il presidente siriano Bashar Assad contro nuovi attacchi chimici di cui gli Stati Uniti avrebbero individuato i “possibili preparativi”, ammonendo inoltre che se condurrà un altro attacco di massa mortale con questo tipo di armi lui e il suo esercito “pagheranno un prezzo pesante”.

San raffaele

Come si legge sul blog di Beppe Grillo:

Un avviso che stride tuttavia con quanto riportato dal Die Welt. Sempre secondo Hersh, infatti, l’intelligence Usa avrebbe chiarito che l’attacco del 4 aprile sarebbe sì stato condotto dal regime siriano, ma attraverso esplosivi e armamenti convenzionali e per di più contro una base jihadista. I particolari dell’attacco, comprese le informazioni sugli obiettivi colpiti, sarebbero poi stati forniti da Mosca a Washington nei momenti successivi al blitz.

 

To Top