Politica Mondo

Assalto Bengasi. Al Dipartimento di Stato cominciano a cadere le teste

Il Dipartimento di Stato

WASHINGTON, STATI UNITI – Non solo sicurezza ”certamente inadeguata”, ma anche ”mancanza di leadership” e ”carenze di gestione”: una commissione di’inchiesta indipendente sull’ assalto al consolato Usa a Bengasi dell’11 settembre scorso, in cui morirono l’ambasciatore Christopher Stevens ed altri tre americani, tira in ballo in maniera estremamente severa il Dipartimento di Stato, dove nel giro di poche ore sono gia’ cadute quattro teste.

Mercoledi mattina sono state annunciate le dimissioni di Eric Boswell, vice segretario per la sicurezza diplomatica, quelle di Charlene Lamb, vice assistente segretario di stato per i programmi internazionali, di Raymond Maxwell, vice segretario con responsabilità sul nord Africa, e quelle di un altro funzionario di cui non è stato rivelato il nome. Secondo quanto hanno riferito fonti di stampa, anche un altro funzionario nell’ufficio affari per il Medio Oriente ha poi presentato le sue dimissioni. Nel rispetto della trasparenza, i risultati dell’indagine della commissione, voluta dal Segretario di Stato Hillary Clinton, sono stati pubblicati sul sito web del Dipartimento di Stato. ”I quattro funzionari – ha detto un portavoce – ”sono stati sollevati dai loro incarichi in attesa di altri provvedimenti”.

2x1000 PD

Sul sito è stata pubblicata anche la lettera della stessa Clinton al presidente della commissione esteri del Senato, John Kerry, che con ogni probabilita’ prendera’ il suo posto alla guida della diplomazia degli Stati Uniti. Annunciando a Kerry di aver recepito e accolto tutte le 29 raccomandazioni formulate nelle conclusioni dell’indagine, la Clinton afferma di aver a sua volta dato diposizioni per ulteriori misure da intraprendere per aumentare la sicurezza del personale americano nelle sedi diplomatiche americane nel mondo, incluso l’invio di centinaia di marine.

Il Dipartimento di Stato ha già provveduto a chiedere al Congresso il trasferimento di 1,3 miliardi di dollari di fondi inizialmente destinati all’Iraq, inclusi 533 milioni per rafforzare la sicurezza delle ambasciate. Il rapporto dell’Accountability Review Board critica il Dipartimento di Stato su più punti, dalla mancanza di personale di sicurezza specializzato, all’essersi affidato a sicurezza locale non addestrata per la protezione del consolato. Ma anche per aver atteso segnali specifici di imminente attacco per agire invece di adattare le procedure di sicurezza e i protocolli al deteriorarsi della situazione.

Il rapporto giunge anche ad affermare chiaramente che non c’era alcuna protesta ”spontanea” fuori dal consolato per un film anti-islamico prodotto in America e che la responsabilità dell’incidente è solo dei terroristi che hanno attaccato la missione. Una conclusione in aperto contrasto con quanto affermato da fonti ufficiali per alcuni giorni, in particolare dall’ambasciatore Usa all’Onu Susan Rice, che si e’ per questo attirata da parte repubblicana un fuoco di critiche tale da indurla a rinunciare alla sua candidatura al posto della Clinton.

Sulla vicenda era peraltro attesa una deposizione in Congresso della stessa Clinton, che pero’ nei giorni scorsi ha avuto uno svenimento a causa di una disidratazione dovuta ad un virus intestinale e ha sbattuto la testa, riportando una commozione cerebrale. L’audizione e’ cosi’ saltata’, ma la vicenda sembra ancora tutt’altro che conclusa.

Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

To Top