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Ma Obama a Seul non ha mai fatto i complimenti a Monti. E non lo ha neanche citato

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ROMA – Barack Obama non ha mai fatto i complimenti a Mario Monti, al meeting sulla sicurezza nucleare a Seul. La “ciliegina sulla torta” dei successi diplomatici del premier in Estremo Oriente rischia di rivelarsi un boomerang per l’immagine del presidente del Consiglio. Il pasticcio politico-mediatico lo ha ricostruito il Fatto Quotidiano.

Tutto è iniziato con una notizia dell’agenzia Ansa, pubblicata alle 10:49:

SEUL, 27 MAR – Il presidente Usa Barack Obama ha ‘citato’ il premier Mario Monti nel discorso di chiusura del summit sulla sicurezza nucleare di Seul, in merito proprio all’ importanza dell’appuntamento appena conclusosi. Lo riferiscono fonti della delegazione italiana. Obama, unico caso del suo genere, ha ripreso quanto emerso nel corso del colloquio avuto con Monti in mattinata, prima della riunione plenaria. L’evento di Seul, hanno riferito le fonti italiane, ”e’ un indispensabile stimolo a fare individualmente piccoli, ma concreti passi, che consentono di prevenire eventi che possano apparire remoti, ma che se si realizzano possono avere conseguenze irreparabili”

La notizia si arricchisce subito di un elemento comico: mentre Obama gli faceva i complimenti, Monti non era presente, perché impegnato in una telefonata con il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. Ricostruisce il Fatto:

La notizia diventa un caso politico in Italia perché, durante la “citazione”, Monti era fuori dalla sala al telefono con il capogruppo del Pdl, Maurizio Cicchitto, che aveva urgenza di parlargli, pare della legge sulla corruzione. Sui giornali i titoli sono di questo tono: “Cicchitto fa perdere a Monti le lodi di Obama”, oppure “Obama loda le riforme di Monti” e ancora “a Seul complimenti anche da Obama”. Tutti si concentrano sulla telefonata di Cicchitto, nessuno sulle lodi di Obama. In fondo ci sono anche gli inviati dei grandi quotidiani, a Seul, tutti raccontano la stessa storia, raccontano di come Obama abbia addirittura “letto una parte del discorso” di Monti del giorno prima. Eppure basta tornare all’Ansa da cui tutto è cominciato per capire che le cose erano meno nette: l’agenzia scrive tra virgolette che il presidente Usa ha ‘citato’ Monti, almeno questo è quanto “riferiscono fonti della delegazione italiana”. Che di solito è un’espressione per alludere ai portavoce (a Seul con Monti c’è la sua collaboratrice Elisabetta Olivi). La citazione si limiterebbe comunque all’espressione “fare individualmente piccoli, ma concreti passi, che consentono di prevenire eventi che possano apparire remoti”.

Ma anche qui, a voler essere pignoli, palazzo Chigi ha comunque esagerato: nel testo integrale, in italiano, dell’intervento di Monti pubblicato sul sito del governo quell’espressione non si trova. Il premier si limita a dire che l’impegno di Obama nel promuovere i summit sulla proliferazione è “un passo in avanti concreto” verso un mondo più sicuro. Per avere la conferma definitiva che non c’è stata alcuna citazione basta andare sul sito della Casa Bianca: c’è la trascrizione delle parole di Obama e anche il video. Non un solo accenno al presidente del Consiglio italiano.

Obama, insomma, non solo non avrebbe fatto i complimenti a Monti, ma non lo avrebbe neanche citato. Ma i rapporti bilaterali restano ottimi lo stesso.