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Brasile, Dilma Rousseff destituita ma eleggibile: no interdizione

SAN PAOLO – La presidente del Brasile Dilma Rousseff è stata destituita il 31 agosto dal Senato, che ha votato con 61 voti a favore e 20 contrari. Nonostante la Rousseff sia stata destituita resta eleggibile: il Senato non ha approvato l’interdizione dai pubblici uffici per otto anni della ormai ex presidente. I voti a favore sono stati 42, 36 i contrari e 3 astenuti. Il quorum per l’approvazione era dei due terzi dei senatori, 54 su 81. Al posto della ex presidente toccherà a Michel Temer prendere le redini del paese.

La presidente Dilma Rousseff si è sempre dichiarata innocente e accusa le opposizioni di destra di aver ordito “un golpe” per rovesciare il suo governo e prendere il potere senza passare per le urne. Le accuse contro Dilma si basano sulla presunta irregolarità di alcune manovre fiscali con cui il suo governo avrebbe coperto ampi buchi nel bilancio tra 2014 e 2015.

Tuttavia, molti senatori hanno spinto per l’impeachment mossi dal caso Petrobras – che ha investito anche l’ex presidente Lula, con Dilma accusata di aver nominato ministro della Casa Civile il suo mentore per garantirgli l’immunità, decisione che aveva scatenato la protesta nelle strade e indotto il Tribunale supremo a sospendere la nomina- dalla crisi economica e dal “tradimento” delle promesse fatte da Rousseff in campagna elettorale.

La presidente, sospesa dal maggio scorso, ha assistito ai lavori assieme al suo predecessore e mentore politico, l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, e ad alcuni suoi ex ministri. Dopo il voto, Dilma ha annunciato una dichiarazione alla stampa.