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Canada rafforzerà spese militari: “Non possiamo più contare su Trump”

Canada rafforzerà spese militari: "Non possiamo più contare su Trump"

Canada rafforzerà spese militari: “Non possiamo più contare su Trump”

OTTAWA – “I canadesi dovranno spendere miliardi di dollari per garantirsi una forte capacità militare, poiché per tutelarsi non possono contare sugli Stati Uniti o altri Paesi”, è quanto affermato da Chrystia Freeland, ministro degli Esteri del Canada. In un discorso sulla politica estera, tenuto all’House of Commons, non ha menzionato Donald Trump per nome, ma ha parlato chiaramente di un ordine basato su regole internazionali che il presidente Usa con il suo America First, sta attaccando. Il discorso è inteso a una revisione della politica di difesa che dovrebbe prevedere miliardi di dollari in nuove spese militari.

“In altri termini: la diplomazia e lo sviluppo canadesi a volte richiedono il sostegno del “potere forte”, ha commentato la Freeland. “Il principio dell’uso della forza, insieme agli alleati e governato dal diritto internazionale, fa parte della nostra storia e deve far parte del nostro futuro”. La Freeland ha osservato che il Paese non ha bisogno di una politica estera “Canada First” ma visto che gli Stati Uniti ora stanno mettendo in discussione il valore della sua leadership a livello mondiale, è più importante che mai che il Canada tracci il proprio corso in tutto il mondo. Il discorso del ministro è un tentativo del governo liberale di definire le priorità militari, di sviluppo, diplomatiche e commerciali in un mondo turbolento che ha visto l’elezione di Trump e l’accentuarsi del sentimento anti-scambio internazionale.

Ha aggiunto che, nonostante “le ottime relazioni” con gli Usa, il Canada non può contare solo sulla protezione militare americana. “Fare esclusivo affidamento sulla sicurezza americana ci renderebbe uno stato satellite e tale dipendenza non sarebbe nell’interesse del Canada”. Il discorso conferma il sostegno del Canada al multilateralismo e ai sistemi internazionali basati su regole, ai diritti umani, alla parità tra i sessi, alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla diffusione più ampia dei benefici economici. Il Canada, ha detto la Freeland, dopo la Seconda Guerra Mondiale ha svolto un ruolo importante nella definizione dell’ordine mondiale, poiché il Paese nel corso delle due guerre mondiali ha subìto pesanti perdite.

L’America, da allora, è stata una nazione indispensabile per guidare il mondo, ma ora sta cambiando e il Canada deve adeguarsi. “Sarebbe ingenuo o ipocrita affermare che oggi tutti gli americani concordino. Infatti, molti degli elettori alle presidenziali dello scorso anno, hanno votato mossi in parte dal desiderio di sottrarsi all’onere della leadership mondiale. Dire questo non è controverso: è semplicemente un fatto”.

Ha ribadito la delusione del governo sulla decisione statunitense di ritirarsi dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. “Sono state messe in discussione le relazioni internazionali che, da 70 anni, sembravano immutabili”, ha detto la Freeland.”E nuovi imperativi umani condivisi, la lotta al cambiamento climatico prima fra tutti, richiedono una rinnovata volontà”. Ha affrontato anche il tema spinoso del protezionismo, sempre senza citare Trump per nome, che ha messo radici negli Stati Uniti e altrove ma che questa posizione si trova sul lato sbagliato della Storia.
“Una politica volta a scaricare le difficoltà sugli altri colpisce immediatamente e duramente il potere centrale. E’ la lezione implacabile degli Anni 30 e della Grande Depressione“.

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