Blitz quotidiano
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Caso Nsa, Obama estende privacy a stranieri alleati

WASHINGTON – Negli stessi giorni in cui scoppia la polemica tra Stati Uniti e Italia per le intercettazioni a Silvio Berlusconi, il presidente Usa Barack Obama firma una legge che estende la tutela della privacy anche ai cittadini di Paesi alleati. Significa che anche i cittadini stranieri che reputino leso il proprio diritto alla riservatezza, potranno fare causa al governo di Washington.

La nuova legge, denominata Judicial Redress act bill, ha avuto un largo sostegno bipartisan al Congresso ed è volta di fatto a ricostruire la fiducia tra gli alleati europei dopo lo scandalo del Datagate, i controlli di massa della Nsa denunciati dalla talpa Edward Snoden. Nella rete erano finiti oltre a Silvio Berlusconi, anche Angela Merkel e altri importanti leader europei. Uno scandalo che la Casa Bianca ha tentato di chiudere con lo Us Freedom Act, la legge che toglie alla Nsa la possibilità di raccogliere indistintamente i dati telefonici di milioni di americani e di conservarli nei suoi database.

Ma evidentemente non è bastato, come dimostra anche il caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti scoppiato dopo le ultime rivelazioni di Wikileaks sullo spionaggio ai danni di Silvio Berlusconi quando era capo del governo nel 2011, poco prima delle sue dimissioni. Il caso Berlusconi, in Italia, ha scatenato le dovute reazioni, sia del centrodestra che del governo. Mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo con l’intestazione “atti relativi a”, ossia senza ipotesi di reato né indagati.

Acqua passata, ha lasciato intendere la diplomazia americana. Ma ora Obama manda un ulteriore segnale, anche per rassicurare il mondo del business, forse anche in vista della firma del Ttip, l’accordo sul libero scambio tra Ue e Usa. Obama ha definito la legge, che protegge i dati dei cittadini, una misura chiave per tutelare i dati dei consumatori che contribuirà a portare affari in Usa.

Per il presidente, che ha firmato anche un’altra legge per vietare la tasse sull’accesso internet, si tratta di un “altro passo” nell’epoca dell’informazione per “garantire che anche se proteggiamo la sicurezza del popolo americano, siamo pure consapevoli della privacy che amiamo così tanto”. Una battaglia che tuttavia lascia aperto il capitolo del braccio di ferro sulla privacy tra Apple e governo per lo sblocco di un iPhone nelle indagini sulla strage di San Bernardino.