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Clinton – Trump, primo duello tv: vince Hillary ai punti

NEW YORK – Il primo duello tv lo ha vinto Hillary Clinton. A sancirlo i sondaggi lampo effettuati dai principali media americani dopo il faccia a faccia televisivo tra la candidata democratica e il repubblicano Donald Trump. Ma se di vittoria si tratta per la candidata democratica è una vittoria ai punti. Perché nel corso dei 90 minuti di serrato confronto, senza neanche una pausa, nessuno dei due candidati è realmente prevalso sull’altro.

Se per gli analisti del Los Angeles Times ha vinto la Clinton, il giudizio del New York Times è più equilibrato: Trump ha più volte interrotto Clinton e, a volte le ha parlato addosso, compiacendo la sua base repubblicana, ma potrebbe essere stato scoraggiante per le donne e gli elettori indecisi. Ha anche lasciato incontrastata la sua affermazione che ha pagato tasse federali per anni. Da parte sua, Clinton ha ripetutamente rimproverato Trump per la sua impreparazione accusandolo al contempo di nascondere informazioni sui suoi debiti con Wall Street e le banche estere.

I momenti vincenti di Donald Trump si sono visti nel primo round quando ha messo Clinton sulla difensiva in merito al suo supporto sugli accordi per il libero scambio che, a suo giudizio, avrebbero un costo di posti di lavoro americani. Ma sulle questioni razziste e di genere, Trump non ha saputo tenere il passo. Mentre la Clinton lo incalzava rinfacciandogli tutte le sue gaffe e i suoi exploit politicamente scorretti.

In Italia i principali quotidiani registrano la vittoria della candidata democratica. Così la Stampa e il quotidiano la Repubblica. Mentre per il Corriere della Sera è addirittura la Clinton a “dettare l’agenda” poiché è riuscita senza difficoltà a mettere in campo tutta la sua esperienza al cospetto di un Trump fin troppo pacato, “gli è mancata quella spinta sovversiva, rivoluzionaria che lo ha portato, contro ogni previsione, a conquistare la nomination repubblicana”.

I due pretendenti alla Casa Bianca si sono scontrati su economia, sicurezza, politica estera, questione razziale, confermando due visioni opposte sul futuro da costruire per l’America. Ma entrambi hanno evitato di alzare eccessivamente i toni. Nessuno in ogni caso ha azzardato il colpo del ko. Troppa la paura di sbagliare. Per giocare l’affondo finale c’è ancora tempo, altri due dibattiti il 9 e il 19 ottobre.

Un sondaggio lampo della Cnn dà comunque Hillary vincente a parere del 62% degli intervistati. A regalare qualcosa in più all’ex Segretario di Stato – e non potrebbe essere diversamente – è stata la sicurezza mostrata nel confronto sulla politica estera, con un Trump più impacciato e vago. Ma il merito del tycoon è stato senza dubbio quello di mostrare un autocontrollo senza precedenti. Davanti alle telecamere piazzate alla Hofstra University, nel corso di una diretta seguita da 100 milioni di telespettatori, è andato in onda un Trump mai così “presidenziale”. Un punto a favore questo, che liquida tutti i pregiudizi sul tycoon e di chi lo considera inadatto a governare a causa del suo temperamento imprevedibile.

Ma – rovescio della medaglia – un Trump senza l’arma della provocazione e del politicamente scorretto ha reso la serata più agevole per Hillary Clinton, mai messa seriamente sotto pressione e in grado di gestire la situazione con grande serenità e sicurezza. Un sospiro di sollievo alla fine della serata tra i responsabili della sua campagna, visto che era proprio la ex First çady che tra i due sfidanti aveva più da perdere. La resa dei conti finale, dunque, è rinviata.

Per la cronaca Trump, completo blu notte e cravatta blu elettrico, accusa Barack Obama e Hillary Clinton di aver lasciato un’America senza leadership e di aver prodotto quel “disastro” in Medio Oriente che ha dato vita all’Isis. L’ex First Lady, in total red, ha accusato il tycoon di aver fatto i soldi con la crisi immobiliare del 2008 e di voler nascondere la propria denuncia dei redditi: “Forse non è così ricco come dice”. Poi l’ex Segretario di Stato ricorda come sia “inaccettabile e sconcertante” che Trump simpatizzi per Vladimir Putin e inviti gli hacker russi ad attaccare l’America. E’ stato forse il momento di maggior difficoltà per il candidato repubblicano, che viene rintuzzato efficacemente anche sul capitolo Iran: “Noi con le sanzioni abbiamo piegato Teheran, Trump avrebbe fatto la guerra”.

Trump vacilla anche quando il moderatore, Lester Holt, della Nbc, gli ricorda di aver sostenuto per anni che Obama fosse ineleggibile perché nato in Kenya. “Una menzogna razzista”, l’ha definita Hillary. Il tycoon cerca l’affondo finale giocando sui dubbi che aleggiano sulla salute della Clinton: “Non ha la tempra e l’energia per fare il presidente. Io ho il carattere da vincente”. “Prima di parlare – la replica – Donald deve dimostrare di poter visitare 112 paesi come ho fatto io da Segretario di Stato. Così insulta solo le donne”. E alla fine il tycoon ammette di non aver giocato la carta degli scandali sessuali di Bill Clinton “solo per rispetto a Chelsea Clinton”.

Ecco una video-sintesi dei momenti salienti del dibattito:


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