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Corea del Nord: ieri prove di dialogo, oggi lancia un altro missile. “Più pericoloso degli altri”

Corea del Nord: ieri prove di dialogo, oggi lancia un altro missile. "Più pericoloso degli altri"

Corea del Nord: ieri prove di dialogo, oggi lancia un altro missile. “Più pericoloso degli altri”

PYONGYANG – Nuove provocazioni dalla Corea del Nord. Alle 5.27 di domenica mattina il regime di Pyongyang ha lanciato un nuovo missile non identificato, che potrebbe essere balistico, nei pressi di Kusong City, nella provincia di North Pyongan, già teatro di un altro test balistico di medio raggio lo scorso 12 febbraio. E’ il settimo dall’inizio dell’anno e a meno di una settimana dall’elezione del nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Una provocazione incomprensibile che giunge dopo due settimane di “tregua” e a meno di 24 ore di distanza dall’apertura a una trattativa con Donald Trump. Proprio ieri Choe Son-hui, direttore del ministero degli Esteri nordcoreano aveva detto che Pyongyang sarebbe stata pronta “a dialogare con Washington, sotto le giuste condizioni”. Stesso discorso fatto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che qualche settimana fa aveva affermato che sarebbe stato “onorato” di incontrare “a certe condizioni” il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Intenzioni di dialogo finite in un tonfo nel Mare del Giappone. Il missile ha viaggiato per 700-800 chilometri, per poi finire nelle acque del mar del Giappone, come ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap. Sebbene sia “più pericoloso degli altri” sinora sfoggiati, non si tratterebbe  di “un missile balistico intercontinentale” fa sapere in un comunicato il Comando Usa nel Pacifico e il suo lancio “non ha rappresentato alcun tipo di minaccia per il Nord America”.

Sia il tempo di volo sia l’inusuale altitudine di 1.000 chilometri raggiunta dal missile potrebbero però far ipotizzare un salto di qualità da parte della Corea del nord. E mentre il presidente coreano ordinava alle forze armate di rafforzare la vigilanza e l’attenzione sugli scenari possibili in base alla robusta alleanza con gli Usa, proprio dalla Casa Bianca è arrivata la dichiarazione ufficiale che allarga lo scenario a Mosca.

Il presidente Donald Trump, si legge nel comunicato, “non può immaginare che la Russia sia contenta” del test missilistico di stamane della Corea del Nord in quanto il missile è caduto molto vicino al territorio russo. E poi puntualizza che il missile è caduto più vicino alla Russia che al Giappone. La Casa Bianca rimarca poi che gli Stati Uniti mantengono il loro ”impegno ferreo” di stare accanto ai loro alleati di fronte alla seria minaccia rappresentata dalla Corea del Nord.

La volontà di coinvolgimento della Russia, e anche della Cina, in un’operazione di accerchiamento diplomatico è stata infine confermata ancora da Shinzo Abe che si è presentato una seconda volta davanti ai giornalisti per dire che ”il Giappone sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti e la Corea del sud e sta analizzando la situazione per rispondere fermamente ad ogni evoluzione”.

Il premier giapponese ha aggiunto che i tre paesi cooperano con Cina e Russia per fare pressione sulla Corea del Nord affinché si attenga alle risoluzioni delle Nazioni Unite e metta fine ad ulteriori test missilistici e nucleari.

Sempre secondo l’agenzia Yonhap, Moon Jae-in ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale della Corea del Sud dopo il lancio. Le tensioni sulla penisola coreana sono aumentate nelle ultime settimane a causa del programma nucleare di Pyongyang e dei test missilistici, e il lancio del nuovo missile balistico arriva nel giorno in cui la Cina inaugura la “Belt and Road Iniziative”, il summit sulla via della Seta, che vedrà arrivare a Pechino leader e rappresentanti da tutto il mondo. Tra i partecipanti al summit ci sarà anche una delegazione Usa.

 

 

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