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Corea del Nord, Kim Jong-un: un harem di amanti tredicenni, cartoni Disney e una sola paura…

Corea del Nord, Kim Jong-un: un harem di amanti tredicenni, cartoni Disney e una sola paura...

Corea del Nord, Kim Jong-un: un harem di amanti tredicenni, cartoni Disney e una sola paura… (Foto Ansa)

PYONGYANG – Kim Jong-un non ama solo terrorizzare il mondo lanciando missile. Come a molti uomini, ama le donne, più donne contemporaneamente, tanto da avere non una sola amante, ma un intero harem. E poi, come tutti gli uomini, segue il calcio, ma ama anche i cartoni animati della Disney. Questo il ritratto del leader della Corea del Nord tratteggiato da Barbara Costa per Dagospia

Il più giovane capo di Stato al mondo possiede 32 palazzi e sei treni solo per sé, è di carattere molto irascibile (tanto che chi si è addormentato mentre lui parlava è stato fucilato) e, secondo la cronista di Dagospia, sarebbe sessualmente molto attivo, tanto da avere, oltre alla moglie, tre compagne ufficiali (tutte del mondo dello spettacolo) e un numero infinito di amanti, preferibilmente giovani.

Kim Jong-un ha due sorelle e due fratelli legittimi ed è l’ultimo figlio maschio della famiglia, quindi non erede diretto al trono, ma il padre lo scelse come suo successore perché i due figli più grandi gli hanno dato solo dispiaceri, racconta Dagospia:

il primogenito Kim Jong-nam passava il tempo in giro per il mondo a far la bella vita con passaporti falsi: un giorno a Tokyo l’hanno scoperto e arrestato. Da quel momento il padre gli ha tolto tutte le cariche mandandolo in esilio. Si dice che il vero dissidio tra i due fu un altro, più personale: quando la madre di Jong-nam mollò Kim Jong-il per le troppe corna, Jong-nam si schierò dalla sua parte, e il padre non glielo perdonò. L’altro fratello di Kim, Jong-chul, in famiglia è considerato un debole, e un effeminato: il padre non ha mai sopportato la sua passione per gli orecchini, gli abiti di pelle nera e Jean-Claude Van Damme, per non parlare della fissazione di Jong-chul per Eric Clapton. Kim Jong-il ha così riposto ogni speranza dittatoriale in Ciccio-Kim (con immensa gioia di Jong-chul che segue i concerti di Eric Clapton in tutto il mondo, alloggiando in suite da 3000 dollari a notte). Anche Ciccio-Kim ha dato qualche preoccupazione al padre: da adolescente si innamorò della cantante Hyon Song-wol, una ragazza che il padre non ha mai potuto soffrire. Song-wol ad un certo punto ha sposato un altro uomo e ha avuto un bambino, ma l’amore con Ciccio-Kim non è mai finito, hanno continuato a vedersi di nascosto. Per questo, dicono, il padre ha insistito affinché Ciccio-Kim sposasse un’altra cantante, Ri Sol-ju, (la passione per le donne dello spettacolo a quanto pare è ereditaria).

Il 27 dicembre del 2011 Kim Jong-il è morto e Kim Jong-un è salito al potere, ordinando subito la morte dei militari che non avevano rispettato i cento giorni di lutto. Lui, invece, per festeggiare

si è fatto portare a palazzo le più belle ragazze dai 13 anni in su, per dividerle in tre gruppi: quelle che sanno cantare e ballare le ha scelte come showgirl personali, le più bruttine come domestiche, e le più attraenti come concubine del suo harem. Showgirl e concubine servono a palazzo fino ai 20 anni, poi sono considerate vecchie: alcune sono date in sposa a membri dell’esercito, le altre vengono rispedite alle loro famiglie con 4000 dollari e l’impegno di non rivelare mai a nessuno ciò che hanno fatto/visto/sentito nei palazzi presidenziali, pena la morte e la detenzione in campi di concentramento dei loro familiari fino alla terza generazione.

Abitudini che, scrive Dagospia, apparterrebbero alla famiglia Kim da tempo:

Ciccio-Kim non fa altro che seguire quanto fatto da suo padre e da suo nonno, dei quali si racconta che rapirono anche ragazze del Sud per farne loro amanti.

La moglie di Kim, di certo, non se la passa bene: ogni tanto scompare per mesi dalla scena come punizione per i suoi litigi con il marito e la cognata Yo-jong, sorella minore di Kim e suo braccio destro al governo dopo che lo stesso Kim ha fatto sbranare da 120 cani affamati il precedente braccio destro, lo zio Sung-taek.

Secondo Dagospia, però, Kim Jong-un

non sparerà missili in testa né a Trump né a noi perché vuole solo una cosa, mantenersi al potere, ma teme tre cose: che gli USA si mettano d’accordo con la Cina per fargli la festa, che quelli del Sud finiscano il lavoro rimasto a metà dal 1953 ma, soprattutto, che il suo popolo gli si ribelli contro. (…) I nordcoreani potrebbero rendersi conto della presa per il culo settantennale e rivoltarsi contro miseria e fame e contro chi gliele fa fare, cioè contro Ciccio-Kim, il suo lusso insultante, la mogliettina che veste solo Chanel e Christian Dior, i loro vini francesi, le loro aragoste, le scarpe col tacco interno con cui Ciccio-Kim non sa camminare e ci si frattura le caviglie, e contro i luminari europei che gli curano la gotta, il diabete e la pressione alta, mentre un nordcoreano non può avere un’idea autonoma in testa e dirla senza finire in prigione o ucciso, deve lavorare 7 giorni su 7 per un euro e mezzo al mese, non possiede niente perché è tutto dello stato, e non può portare i capelli più lunghi di Ciccio-Kim perché secondo Ciccio-Kim i capelli lunghi danneggiano l’intelligenza.

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