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Corea del Nord minaccia Usa: “Bombe su Guam”. Trump non esclude la guerra

Corea del Nord minaccia Usa: "E' solo preludio". Trump: "Tutte le opzioni sul tavolo"

Corea del Nord minaccia Usa: “E’ solo preludio”. Trump: “Tutte le opzioni sul tavolo”

PYONGYANG – Il missile che ha sorvolato il Giappone è solo il ”preludio” per Guam. E’ sempre più alta la tensione nel Pacifico: l’ultima inquietante minaccia della Corea del Nord agli Stati Uniti, giunge dopo che milioni di giapponesi sono stati svegliati da un missile balistico nordcoreano che volava sulle loro teste. E a questo punto l’opzione guerra (o perlomeno di una reazione militare) non può più essere esclusa da parte degli americani e dei loro alleati sudcoreani. E infatti ieri la Corea del Sud ha sganciato 8 bombe sul confine.

Ieri infatti un missile balistico a medio raggio è stato lanciato da Pyongyang: si tratta del primo disegnato per trasportare una testata nucleare secondo quanto riportano i media sudcoreani. La prima a rispondere con forza è stata la Corea del Sud: manovre aeree con 4 caccia F-15 che hanno sganciato 8 bombe MK-84 usate per demolire i bunker sotterranei e del peso di una tonnellata ciascuna al Pilseung Range, campo militare dall’emblematico nome, “vittoria sicura”, nella provincia di Gangwon, vicino al confine con il Nord.

Mentre il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per rispondere alle continue provocazioni del Nord, quella militare inclusa.

La prova di forza indirizzata oltre il 38esimo parallelo è stata tenuta allo scopo di affinare le capacità d’annientamento totale della “leadership nemica”. “Le nostre forze aeree spazzeranno via la leadership del regime nordcoreano con la forte capacità di attacco in caso sia a rischio con armi nucleari e missili la sicurezza del nostro popolo e dell’alleanza Usa-Corea del Sud”, ha assicurato il maggiore Lee Kuk-no, a capo delle manovre.

Seul ha anche mostrato un video di 86 secondi sul test dei “suoi” missili a medio raggio Hyunmoo-2B (di gittata fino a 500 km) e di un altro dalla gittata di 800 km, denominato Hyunmoo-2C. Trump, in un colloquio telefonico con il premier nipponico Shinzo Abe, ha convenuto sulla necessità di mantenere forte il pressing su Pyongyang in assenza dei requisiti per l’avvio di un dialogo, dell’ennesima violazione delle risoluzioni dell’Onu e della presenza di una minaccia “grave e crescente”.

“Il mondo ha ricevuto l’ennesimo messaggio della Corea del Nord forte e chiaro: questo regime ha segnalato il disprezzo per i paesi vicini, per tutti i membri dell’Onu e per gli standard minimi di comportamento accettabile a livello internazionale”, ha affermato il presidente Usa in una nota della Casa Bianca.

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, confermando il duplice approccio della fermezza e del dialogo, ha sollecitato sforzi utili per aprire un canale. “Anche oggi la Corea del Nord ha compiuto una provocazione balistica, ma quello che dobbiamo fare è lavorare più duramente per cambiare le relazioni tra Nord e Sud”, ha detto Moon nel resoconto del portavoce Park Su-hyun.

Prima della riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, si sono moltiplicate le condanne internazionali (tra cui quelle del segretario Onu Antonio Guterres e del ministro degli Esteri Angelino Alfano) e gli “inviti alla moderazione” lanciati da Russia e Cina. “E’ chiaro a tutti che l’opzione delle sanzioni alla Corea del Nord si è ormai esaurita”, ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov. “Maggiori sanzioni non risolveranno il problema. L’Onu deve passare una risoluzione che dica chiaramente no ad una soluzione militare e a sanzioni unilaterali fuori da quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza”.

La stessa Cina, alleato storico di Pyongyang, ha criticato il Nord, invitando le parti all’ “autocontrollo” e mettendo in guardia che l’inasprimento del pressing “non risolverà fondamentalmente il problema”. Pechino “si oppone” alle mosse del Nord contro le risoluzioni dell’Onu, ha affermato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, rilevando il “momento critico” della situazione “altamente sensibile” per la quale tutti dovrebbero creare le condizioni per la ripresa del dialogo e i negoziati”.

Quel missile è “una seria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”, ha affermato dal canto suo l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. “L’unità della comunità internazionale in questa sfida è essenziale. L’Ue valuterà ulteriori risposte adeguate, in stretta consultazione con i partner chiave, ed in linea con le decisioni del Consiglio di Sicurezza”.

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