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Corea del Nord: nuovo missile verso il mar del Giappone, atterra dopo 450 km

Corea del Nord: nuovo missile verso il mar del Giappone, atterra dopo 450 km

Corea del Nord: nuovo missile verso il mar del Giappone, atterra dopo 450 km (foto Ansa)

PYONGYANG – La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile. Lo sostiene l’agenzia di stampa della Corea del Sud Yonhap. Il missile sarebbe atterrato nel Mar del Giappone dopo aver percorso circa 450 chilometri. Lo ha riferito il portavoce del governo di Tokyo, secondo quanto riporta Sky News.

”Il governo ne è a conoscenza. Il presidente Donald Trump è stato informato”. Così la Casa Bianca commenta il nuovo lancio di un missile da parte della Corea del Nord. Gli Stati Unti stanno quindi monitorando la situazione e raccogliendo informazioni al riguardo. Il lancio sarebbe avvenuto, secondo fonti militari di Seul dalla città costiera nordcoreana orientale di Wonsan. L’agenzia di stampa coreana Yonhap, senza citare la fonte, ha dichiarato che si tratterebbe di un missile balistico.

Scrive Angelo Acquaro:

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Il missile sarebbe del tipo Scud, che ha sì una gittata di 300-500 chilometri come quella performata dal lancio di lunedì, ma potrebbe raggiungere anche i mille chilometri, centrando così il Giappone, nella variante chiamata Scud-ER, extended range appunto, che i nordcoreani hanno già sviluppato. La buona notizia: non si tratta, come nel caso del Pukguksong-2 già avviato alla produzione di massa, di un missile a combustibile solido, quindi molto più pericoloso perché si può caricare più velocemente e può essere sparato da basi mobili.

L’altra buona notizia: nulla a che vedere con quel Hwasong-12 che per i nordcoreani sarebbe già un missile intercontinentale capace di raggiungere potenzialmente il territorio Usa, ma che resta finora solo e soltanto un test. La brutta notizia: il lancio di lunedì è l’ulteriore dimostrazione che Pyongyang sta diversificando la sua forza offensiva, e l’esperimento dello Scud servirebbe a sviluppare una contraerea capace di arginare l’offensiva delle portaerei americani, che oggi in zona sarebbero già tre – la mitica “armada” evocata da Donald Trump qualche settimana fa.

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