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Corea del Nord. Studente Usa morto: condannato a 15 anni di lavori forzati per il furto di un poster

Corea del Nord. Studente Usa morto: condannato a 15 anni di lavori forzati per il furto di un poster

Corea del Nord. Studente Usa morto: condannato a 15 anni di lavori forzati per il furto di un poster

ROMA – Corea del Nord. Studente Usa morto: condannato a 15 anni di lavori forzati per il furto di un poster. E’ giunto negli Usa, per gentile concessione “umanitaria” da parte della Corea del Nord, praticamente morto lo studente Otto Warmbier, che in effetti è deceduto appena una settimana dopo il suo rientro. I nord-coreani se ne sono liberati prima di avere un grosso problema con l’amministrazione americana e cioè un detenuto a stelle strisce morto nelle loro carceri.

Altro che successo di Trump che accusava Obama di passività. Ma, per stare al terribile metro con cui a Pyongyang si misurano le ragioni umanitarie, perché Otto era finito in cella? Perché soprattutto gli erano stati inflitti quindici anni di lavori forzati? Il grottesco – se non fosse brutalmente medievale – codice penale nord-coreano affibbia questa pena per “atti ostili allo Stato”.

Tipo spionaggio, tentativi di sabotaggio, cose del genere, uno pensa. No, Otto era solo stato sorpreso all’aeroporto con un poster di propaganda in valigia. Un poster staccato dalla camera d’albergo dove era finito insieme ai colleghi studenti della Virginia che avevano colto al volo l’occasione di visitare il paese più impenetrabile del modo grazie a un’agenzia cinese collegata all’università.

Il processo è durato un’ora, di avvocati nemmeno l’ombra. Un’ora è stata sufficiente perché l’imputato chiedesse scusa in lacrime e ammettesse la colpa di aver sottratto il poster allo scopo di rivenderlo in patria a un amico che gli aveva promesso in cambio un’auto usata da 10mila dollari. E perché il giudice comminasse l’esemplare sentenza.

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