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Corea del Nord, Usa inviano sottomarino nucleare. Pyongyang: “Pronti ad attaccare”

Corea del Nord, Usa inviano sottomarino nucleare

Corea del Nord, Usa inviano sottomarino nucleare

PYONGYANG – Nel giorno in cui la Corea del Nord celebra gli 85 anni dalla fondazione del Korean People’s Army (l’Esercito del popolo coreano) Pyongyang mostra nuovamente i muscoli, tenendo una sessione di tiro di artiglieria su larga scala a Wonsan, sulla costa orientale, a cui avrebbe partecipato anche il leader Kim Jong-un. Da parte sua gli Stati Uniti rispondono inviando in zona il sommergibile nucleare Uss Michigan.

Il sottomarino è atteso nel porto di Busa, in Corea del Sud, per oggi, martedì 25 aprile. L’Uss Michigan, dotato di missili tattici e di alte capacità di comunicazione, precederà l’arrivo della portaerei Uss Carl Vinson. Pyongyang marca spesso date significative con dimostrazioni di capacità militari e i funzionari sudcoreani ritengono il Nord possa prepararsi a un altro ciclo di test nucleari o missilistici. E la risposta della Corea del Nord non si fa attendere e minaccia ancora un attacco senza preavvisi. Un editoriale del Rodong Sinmun, in prima pagina, commemora gli 85 anni della nascita delle Forze armate quando “è finita l’era in cui gli Stati Uniti costituivano in via unilaterale una minaccia nucleare”. Pyongyang possiede ora “la volontà e le capacità di rispondere a ogni tipo di guerra”. Se Usa e Corea del Sud continuano “la preparazione incauta di un attacco preventivo”, il Nord ne “lancerà uno senza preavvisi per punizione trasformando le loro terre in inferni ardenti”.

GLI ACCORDI USA-GIAPPONE-COREA DEL SUD – Proprio poche ore fa Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone hanno concordato sulla necessità di “massimizzare la pressione” su Pyongyang per prevenire ulteriori provocazioni, nell’ambito delle ipotesi di un nuovo test nucleare o di un lancio di missile nel giorno dell’85° anniversario della fondazione delle Forze armate (Kpa). Lo ha annunciato Kim Hong-kyun, inviato speciale sudcoreano sulle vicende del Nord, dopo l’incontro avuto a Tokyo con le altre due controparti. Alla Cina, in quest’ambito, viene dato molto peso e capacità di manovra.

L’inviato statunitense per la Corea del Nord, Joseph Yun, afferma di aver concordato con i suoi omologhi di Giappone e Corea del Sud di coordinare “tutte le azioni” sulla Corea del Nord. I tre inviati hanno inoltre convenuto sul fatto che la Cina abbia un ruolo chiave per fare pressione su Pyongyang affinché abbandoni i programmi missilistici e nucleari. Dopo il loro vertice a Tokyo, Yun ha detto ai giornalisti che tutte le azioni diplomatiche, militari e economiche sulla Corea del Nord saranno coordinate tra gli alleati; che la Cina ha in particolare un “ruolo molto importante” da svolgere; che le risoluzioni e le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite su Pyongyang devono essere pienamente attuate, aggiungendo che “ci sono un certo numero di paesi che potrebbero essere più attivi” nella attuazione delle sanzioni, senza specificare però quali.

 

 

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