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Corea del Nord, Usa mandano altre portaerei. Pyongyang non ferma i test: “Rischio guerra nucleare”

Corea del Nord, Usa mandano altre portaerei. Pyongyang non ferma i test: "Rischio guerra nucleare"

Corea del Nord, Usa mandano altre portaerei. Pyongyang non ferma i test: “Rischio guerra nucleare” (Foto Ansa)

WASHINGTON  –  Gli Stati Uniti alzano la voce, mandano altre portaerei vicino alla penisola coreana, ma Pyongyang non stempera i toni, anzi. Dopo l’ultimo lancio missilistico fallito a poche ore dalla parata militare con cui Kim Jong Un ha voluto mostrare i muscoli al mondo, la Repubblica Popolare Democratica (sic) fa sapere che continuerà regolarmente i suoi test missilistici e, attraverso l’ambasciatore di Pyongyang all’Onu, Kim In Ryong, mette in guardia su “una guerra nucleare” che “potrebbe scoppiare da un momento all’altro nella penisola coreana”.

Mentre il presidente statunitense Donald Trump ribadisce di sperare in una soluzione pacifica ma ammonisce: “Devono comportarsi bene”, dopo che il suo vice Mike Pence dall’Asia aveva messo bene in chiaro: “La pazienza strategica è finita”.

Il portavoce della Casa Bianca assicura: “Non credo vedrete linee rosse sulla Corea del Nord”, dice il portavoce Sean Spicer, ribadendo che gli Usa continueranno a lavorare con la Cina.

Il coinvolgimento di Pechino ormai è innegabile: Pechino tenta di gettare acqua sul fuoco, esortando tutte le parti coinvolte a dare prova di moderazione astenendosi da provocazioni. Nelle parole del portavoce del ministro degli Esteri in Cina bisogna ridurre le tensioni al fine di “tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici”.

Richiami che sembrano però cadere nel vuoto, con la Corea del Nord che non manca di puntare il dito contro gli Stati Uniti anche all’Onu, dove l’ambasciatore di Pyongyang, Kim In Ryong, ha rincarato: “Gli Usa stanno disturbando la pace e la stabilità globale, insistendo in una logica da gangster”. Quindi ha annunciato che la Corea del Nord “prenderà contromisure più pesanti” e gli Stati Uniti saranno ritenuti responsabili per le loro azioni, sottolineando poi che i test sui missili “fanno parte del normale percorso per sviluppare capacità di autodifesa”.

Il viceministro Nordcoreano degli Esteri, Han Song-Ryol, parlando con la Bbc, conferma: “Condurremo altri testi missilistici su base settimanale, mensile e annuale”. Trump continua a mantenere il ‘basso profilo’ scelto dalla Casa Bianca in reazione al lancio del missile balistico esploso solo pochi secondi dopo essere decollato. Nelle scorse ore si è limitato a ribadire via twitter che conta sulla Cina e a ricordare che la potenza militare americana continua a crescere. Lascia però la parola al vicepresidente Mike Pence in missione in Asia, prima a Seul e poi a Tokyo, le prime due tappe di un tour di 10 giorni fondamentale per mettere insieme i tasselli.

“L’era della pazienza strategica è finita” con la Corea del Nord, ha detto Pence, aggiungendo che gli Stati Uniti e i loro alleati utilizzeranno “mezzi pacifici o in ultima analisi qualsiasi mezzo necessario” per proteggere la Corea del Sud e stabilizzare la regione.

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