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Delitto Kennedy, Trump tiene segreti alcuni file “per la sicurezza nazionale”

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Donald Trump, presidente Usa

WASHINGTON – Donald Trump ha deciso di divulgare 2.800 file classificati sull’omicidio del presidente Usa John Fitzgerald Kennedy mantenendo segreti gli altri per un ulteriore esame nei prossimi sei mesi. La Casa Bianca ha spiegato che questa scelta di Trump è stata fatta per questioni di sicurezza nazionale.

Svelati i primi 2800 file

Per quanto riguarda i primi 2.800 file sull’assassinio di Jfk, gli Archivi nazionali degli Stati Uniti hanno già provveduto a metterli online. Per gli altri è stato lo stesso Trump, in un memorandum, a spiegare il perché del rinvio. “L’opinione pubblica americana aspetta – e merita – che il suo governo fornisca il maggiore accesso possibile agli atti sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy in modo che la gente possa finalmente essere pienamente informata su tutti gli aspetti di questo evento cruciale” ha scritto. “Ma non ho altra scelta se non accettare le censure proposte dai dipartimenti e dalle agenzie della sua amministrazione piuttosto di consentire un danno irreparabile alla nostra sicurezza nazionale”.

La temporanea mancata pubblicazione di alcuni file “è necessaria per evitare danni alla difesa militare, alle operazioni di intelligence, alle forze dell’ordine, o alla conduzione di relazioni straniere che sono di tale serietà da pesare più del pubblico interesse nella pubblicazione immediata”.

Cosa nascondo i file ancora classificati?

C’erano 25 anni di tempo per prepararsi a questa storica scadenza, e almeno nove mesi per l’amministrazione Trump, perché questo rinvio dell’ ultima ora? Sono alcuni degli interrogativi fioccati in serata, dopo la decisione del presidente, che ha ordinato nei prossimi sei mesi un ulteriore esame dei documenti rimasti top secret.

“L’opinione pubblica americana aspetta – e merita – che il suo governo fornisca il maggiore accesso possibile agli atti sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy in modo che la gente possa finalmente essere pienamente informata su tutti gli aspetti di questo evento cruciale”, ha premesso il tycoon in un memorandum, spiegando la sua decisione di “togliere il velo” sulla vicenda. Ma poi aggiunge di non avere “alcuna scelta” – oggi – se non accettare” le censure proposte dai dipartimenti e dalle agenzie della sua amministrazione “piuttosto di consentire un danno irreparabile alla nostra sicurezza nazionale”.

La temporanea mancata pubblicazione di alcuni file, a suo avviso, “e’ necessaria per evitare danni alla difesa militare, alle operazioni di intelligence, alle forze dell’ordine, o alla conduzione di relazioni straniere che sono di tale serietà da pesare piu’ del pubblico interesse nella pubblicazione immediata”. Insomma, in quei file, alcuni dei quali degli anni Novanta, come ha spiegato in serata la Cia, ci sono i nomi di agenti ed ex agenti segreti, come pure metodi specifici di intelligence e collaborazioni che restano vitali per proteggere la sicurezza del Paese.

Gli altri file saranno svelati il 26 aprile 2018

Il presidente Usa ha fissato un termine di 180 giorni per rivedere i documenti rimasti classificati. “Alla fine di questo periodo – conclude – ordinerò la pubblicazione di qualsiasi informazione che le agenzie non possano dimostrare essere conformi agli standard legali per un ulteriore rinvio” in base alla legge del 1992 sugli atti relativi all’assassinio di Kennedy. Se ne riparla il prossimo 26 aprile.

 

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